Boom del turismo sportivo nell’Open Air: settore in crescita

Non è affatto riduttivo parlare di boom del turismo sportivo nel più vasto comparto dell’Open Air. I numeri infatti, confermano una presenza sempre maggiore di ospiti che viaggiano per interessi legati allo sport, che si tratti di seguire una gara o una competizione, o parteciparvi. La crescita, iniziata nel 2023, non sembra arrestarsi e il turismo sportivo promette di contribuire all’ingresso dell’Open Air tra i settori chiave per l’economia italiana. Questo, come sottolinea lo stesso ministro Daniela Santanchè, “con 71 milioni di presenze e oltre 11 milioni di arrivi, e un impatto economico complessivo di oltre 8 miliardi di euro”, l’Open Air potrebbe davvero diventare un traino per l’intera nazione.

Boom del turismo sportivo 

Il turismo sportivo italiano ha iniziato a farsi notare nel 2023, quando ha generato un giro d’affari di 11,9 miliardi di euro (dati dell’Osservatorio di Banca Ifis). Se il dato asettico non fosse già abbastanza consistente di suo, risulta ancora maggiore se si pensa che è aumentato del 65% rispetto all’anno precedente. Gli spettatori agli eventi sportivi sono aumentati, le presenze a gare e competizioni in Italia si sono intensificate e il risultato è stato il raggiungimento del 10% dei ricavi dell’intero comparto sportivo italiano. All’interno del turismo sportivo, il cicloturismo rappresenta la sottocategoria di principale rilievo, portando da solo circa il 60% dell’indotto generato dall’intero comparto. Per quanto riguarda il gradimento da parte degli utenti, la corsa batte gli altri sport, con il 39% di preferenze. Basti pensare, a questo proposito, che le maratone italiane hanno generato un indotto pari a circa 120 milioni di euro nel 2024.

Riflessi positivi per l’Open Air

Guardando, infine, la sottocategoria che sta crescendo maggiormente, ad essere premiati devono essere senza dubbio i Cammini italiani. Una ricerca di Terre di Mezzo, infatti, individua in 200.000 persone i camminatori italiani, un numero più alto del 29% rispetto ai dati del 2023. Tutto questo, si traduce in un riflesso più che positivo per l’intero comparto dell’Open Air italiano. I viaggiatori dei cammini, infatti, lo scorso anno hanno totalizzato 1,4 milioni di pernottamenti e quasi 62 milioni di euro di indotto. La cosa che colpisce, è che la maggior parte di questo indotto ha interessato le zone dell’Italia meno battute dal turismo di massa, evidenziando una voglia enorme di tornare al semplice, al locale, all’autentico. Il turismo Open Air, in questo, può essere da un lato un traino per l’economia nazionale, e dall’altro promotore di un nuovo tipo di viaggio, che ha come destinazione finale i luoghi meno conosciuti.Gli strascichi positivi del turismo sportivo nell’Open Air si trovano anche sul fronte della sostenibilità, in quanto i viaggiatori sportivi si dimostrano estremamente attenti all’impatto del loro viaggio sull’ambiente. Inoltre, prediligono i prodotti a km 0 e di artigianato locale, mostrando flussi importanti anche in periodi lontani dai mesi estivi, su cui il turismo outdoor si concentra maggiormente.

Conoscere l’Open Air con lo sport

L’Open Air, nel caso del turismo sportivo, è una conseguenza diretta della scelta della vacanza che si vuole fare. In questo modo, grazie per esempio all’hiking, che nel 2023 è stata una delle attività outdoor più amate dai viaggiatori, si può approcciare al mondo dell’Open Air anche in maniera graduale e soft. Si genera, grazie allo sport, un avvicinamento lento e graduale alla natura e agli ambiienti all’aria aperta. Top (The Outdoor Project) ha realizzato un’indagine che svela che il trekking, il ciclismo, il climbing e il rafting sono le attività in maggior crescita tra i viaggiatori. L’Italia è seconda solamente alla Francia per numero di presenze nell’Open Air in Europa, e grazie a tutti questi input, e ad una migliore gestione dei flussi e dell’accoglienza specifica, può ambire anche a diventare la numero uno.

Particolarmente sugnificativa per il contesto sportivo è la partnership siglata tra FAITA Federcamping e Decathlon Italia concepita concepita per offrire vantaggi esclusivi alle imprese associate, nonché per promuovere l’accessibilità e la qualità dell’esperienza turistica all’aria aperta.

Autore
  • Erika Fameli

    Romana, appassionata di viaggi e di scrittura, da diversi anni ha trasformato le sue passioni in un lavoro. Ex Executive Assistant di Faita Federcamping, ha lavorato come Social Media Manager e oggi collabora come copywriter freelance con riviste online tourism-oriented e non solo.

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