Villaggio Olimpico e Paralimpico di Cortina d’Ampezzo esempio virtuoso di progettazione sostenibile

Il 6 febbraio 2026 l’Italia diventerà palcoscenico dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, l’evento sportivo più importante a livello mondiale.
Si tratta di un grande ritorno dei Giochi nel nostro Paese dopo Torino 2006 e, al tempo stesso, di un passaggio simbolico per Cortina d’Ampezzo, che tornerà a ospitare le competizioni invernali settant’anni dopo l’edizione del 1956. Il calendario sarà ricchissimo di gare e cerimonie distribuite su più località alpine, e non, del Nord Italia, in particolare il cuore organizzativo è condiviso tra Milano, che ospiterà la cerimonia di apertura, hockey, pattinaggio di figura, short track e Cortina d’Ampezzo, nelle meravigliose Dolomiti, che vedrà svolgersi le competizioni come sci alpino femminile, curling, bob, skeleton, slittino, affiancate dalla Valtellina con Bormio e Livigno per sci alpino maschile e acrobatico, snowboard e la Val di Fiemme per sci di fondo, salto con gli sci, combinata nordica. Interessata anche la Valle di Anterselva con il Biathlon e Verona: la rinnovata Arena di Verona ospiterà la cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici e quella di apertura delle Paralimpiadi.

Milano Cortina 2026: l’Olimpiade diffusa

Milano Cortina nasce dal concetto di Olimpiade diffusa, con sedi distribuite sul territorio proprio per valorizzare impianti esistenti e ridurre al minimo le nuove infrastrutture, consentendo di integrare grandi città e località di montagna in un unico racconto sportivo e turistico. In questo quadro si inseriscono i Villaggi Olimpici e Paralimpici, tra cui quello di Cortina d’Ampezzo. Il Villaggio Olimpico e Paralimpico di Cortina è previsto dall’assegnazione dei Giochi Milano Cortina 2026 ed è realizzato da SIMICO secondo le indicazioni legislative definite per l’attuazione dell’evento, ed è progettato per garantire i più alti standard per gli atleti, nel rispetto della sostenibilità ambientale e dell’equilibrio territoriale della conca ampezzana. L’esecuzione dei lavori è stata affidata tramite bando pubblico, nell’ottobre 2024, all’ATI composta da Crippacampeggio (capofila), Losberger De Boer International B.V. e Fratelli De Pra. In particolare l’esperienza maturata nel settore delle mobile home per il turismo open air e nella realizzazione di strutture modulari e rimovibili ha permesso all’ATI di rispondere ai requisiti di un progetto temporaneo e strategico come quello del Villaggio Olimpico e Paralimpico di Cortina d’Ampezzo. La richiesta era chiara: un insediamento temporaneo, in grado di integrarsi nel paesaggio dolomitico senza lasciare tracce permanenti. Nessuna colata di cemento, nessuna trasformazione irreversibile del territorio. Solo unità abitative mobili, strutture modulari smontabili e riconfigurabili, materiali riciclabili ed elementi a basso impatto ambientale, in dialogo visivo costante con il Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, con una logica di: minimizzazione dell’impatto ambientale; recupero delle strutture a fine evento; uso di materiali riciclabili ed elementi ad alta efficienza energetica; adozione di  una logica di sostenibilità integrale,ambientale, paesaggistica, temporanea e completamente reversibile.Oiettivi ambiziosi, ma consueti per l’open air, che opera con strutture ricettive nel rispetto dei luoghi che le ospitano, esempio di eccellenza dell’ospitalità sostenibile.

Il Villaggio Olimpico e Paralimpico di Cortina

La progettazione tecnica del Villaggio è stata sviluppata in Italia dall’ATI attraverso la propria Rete Tecnica di Imprese, nel rispetto delle indicazioni definite da SIMICO. Le unità abitative, — mobile home interamente progettate e realizzate in Italia (100% Made in Italy) con percorso di certificazione EPD in corso, — sono integrate in un layout insediativo pensato per garantire temporaneità, reversibilità e piena sostenibilità.  Il Villaggio è realizzato a Fiames, a una decina di minuti dal centro di Cortina, all’interno del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, in una piana dove si trova l’ex aeroporto
L’area è stata preparata senza trasformazioni consentendo l’installazione delle 377 mobile home, che ospiteranno fino a 1.400 tra atleti e membri degli staff.

Le infrastrutture di accoglienza coprono una superficie di 15.000 m² e comprendono reception, una grande mensa, palestre, aree relax, meeting rooms, spazi per fisioterapia, uffici tecnici di coordinamento, infermerie e molteplici servizi alla persona, fino alla lavanderia e agli spazi riservati alla sicurezza. Tutti i moduli sono collegati da percorsi accessibili e i servizi operano h24.

Il Villaggio si sviluppa su un’area complessiva di circa 180.000 m², lungo un asse di 1,4 chilometri: uno spazio di condivisione per persone provenienti da tutto il mondo, unite da passione sportiva e spirito olimpico.

Ogni unità ha dimensione di 8,60 m x 4,50 m ed è strutturata in due stanze da 18 m² e 20,5 m², di cui una sempre accessibile anche a persone con disabilità motoria; entrambe sono dotate di bagno completo, per una capienza massima di quattro persone.

Il Villaggio non ha fondazioni: tutti gli impianti sono integrati sotto i camminamenti sopraelevati di 70 cm e sotto lo chassis delle mobile home. Questa soluzione ha permesso di rendere l’intero insediamento completamente accessibile e privo di barriere architettoniche, di evitare scavi permanenti e di garantire la piena rimovibilità delle strutture, così da restituire l’area a una condizione coerente con lo stato originario al termine dei Giochi e di reimmettere successivamente le unità abitative nel mercato ricettivo open air.

Si è puntato anche sul comfort climatico: ogni stanza è dotata di termostato; il riscaldamento è affidato a pompe di calore elettriche — tecnologia riconosciuta dalla normativa europea come fonte rinnovabile — integrate da pannelli radianti a soffitto e scalda salviette, tutti alimentati elettricamente. Questa soluzione, insieme alla centrale termica a GNL che serve per le strutture di mensa e per i padiglioni riservati ai servizi delle delegazioni e servizi alla persona, sono state al centro dello stress test avviato a novembre 2025, che ha previsto l’accensione simultanea e la verifica funzionale di tutti gli impianti, dagli allacci di energia e acqua, al riscaldamento delle mobile home e che si è concluso con successo aprendo così alla fase successiva, quella degli allestimenti interni con la brandizzazione olimpica e il completamento delle forniture accessorie da parte di Fondazione Milano Cortina che seguirà tutte la gestione dell’ospitalità degli atleti provenienti da tutto il mondo per le venue sportive di Cortina d’Ampezzo.

Sostenibilità e impatto sul territorio

Il Villaggio Olimpico e Paralimpico, così come definito e realizzato, rappresenta senza dubbio, un modello di ospitalità più vicina alle logiche open air e una legacy immateriale che spinge verso il riuso e la temporaneità come scelta di sintonia con il paesaggio e di minor interferenza possibile con esso. Cambia così il paradigma della sostenibilità: non solo efficienza ambientale, ma al centro viene posto come il rapporto tra esseri umani e natura si sviluppa e si mantiene negli anni, tra generazioni.

Il territorio richiede attenzione e rispetto per la sua salvaguardia nel tempo e una soluzione temporanea di questo tipo, riportando l’area a una condizione coerente con lo stato originario, arricchita da nuova piantumazione e senza impatti permanenti, crea valore in termini di esperienza progettuale, che può diventare d’ispirazione come soluzione per futuri eventi di questa portata.

Allo stesso tempo il turismo open air può far tesoro di questa esperienza e imparare dal mondo delle infrastrutture la pianificazione con visione di lungo periodo, con attenzione all’intero sistema. La modularità e la flessibilità diventano centrali: i progetti devono essere scalabili, adattabili, pronti a evolvere con la domanda e con i cambiamenti climatici, economici e sociali. La sostenibilità deve essere misurabile.
Le infrastrutture pubbliche si basano su indicatori precisi: carbon footprint, efficienza energetica, impatto ambientale, e anche nel turismo open air è fondamentale andare verso metriche e certificazioni che diano sostanza alle dichiarazioni di sostenibilità.  

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