Il legame tra turismo Open Air e valorizzazione del territorio è molteplice e porta valore ai territori, alle comunità e al loro patrimonio artistico, storico e naturalistico. Ne è un esempio l’oleoturismo, che porta i flussi fuori dalle grandi città e concentra l’interesse degli ospiti nelle località rurali e nei periodi di media e bassa stagione.
Turismo Open Air e valorizzazione del territorio

Il turismo Open Air cresce in volumi e importanza e lo fa principalmente attraverso l’offerta di una modalità più sostenibile e la valorizzazione del territorio. Sia l’aspetto della sostenibilità che quello della valorizzazione si manifestano in diverse accezioni quali, ad esempio, la scelta di materiali sostenibili per le strutture ricettive, la collaborazione con le attività locali e la sinergia con la comunità e le piccole realtà d’impresa.
Quello che l’Open Air sta apportando all’Italia, è un cambiamento etico e legato allo stile di vita, più che alla sola vacanza, e l’impatto positivo sul territorio che ne consegue è notevole. Lo dimostrano i progetti, le iniziative e le idee sempre nuove che si mettono in campo per far crescere il settore in modo responsabile e consapevole, ma anche i nuovi modi di creare destinazioni, che vogliono comunicare non solo un territorio geografico, ma una realtà fatta di tradizioni, autenticità, radici ed esperienze.
Esperienzialità e territorio

La componente esperienziale gioca il ruolo principale nella trasformazione del modo di viaggiare moderno, perchè chi si sposta non lo fa più per guardare, ma per partecipare. Di conseguenza, la semplice visita non è più sufficiente per soddisfare gli ospiti, ma serve qualcosa di più: un racconto, un laboratorio, un itinerario su misura, un’attività partecipativa e inclusiva. Questo tipo di esperienze permettono al turismo Open Air di svilupparsi in diverse direzioni, sia a livello geografico che temporale. Il territorio, per sua stessa natura, muta costantemente e segue il corso delle stagioni, che mai come ora fluide.
Grazie all’esperienzialità e alla stagionalità dei patrimoni naturalistici e storici, si può raccontare un territorio e renderlo appetibile anche in media e bassa stagione. Inoltre, si possono decentrare i flussi turistici indirizzandoli verso le zone rurali e i luoghi che solitamente restano fuori dai circuiti turistici. Questo crea opportunità per le aziende del territorio, ma anche sostenibilità turistica e responsabilità etica negli ospiti che sentendosi parte integrante dei luoghi che visitano, vogliono contribuire attivamente al loro mantenimento. Non a caso, è aumentata l’attenzione verso la provenienza dei prodotti alimentari, si cercano prodotti artigianali e si raccontano esperienze autentiche, una volta tornati a casa.
L’esempio dell’oleoturismo
Un esempio perfetto di questo legame tra turismo Open Air e territorio è l’oleoturismo. In questo comparto, la scoperta della filiera produttiva dell’oro verde, le degustazioni e l’approfondimento della conoscenza del patrimonio legato all’olio italiano sono le motivazioni che inducono al viaggio. Per capire la portata e l’impatto che l’olioturismo può avere sull’intero comparto, basta guardare alla presenza degli operatori della filiera in Italia: oltre 600.000 aziende olivicole; 70 cultivar di olivo; 1 milione di ettari di terra coltivati; 4.327 frantoi attivi; 42 DOP di olio extra vergine di oliva; 375 città dell’olio.
L’Italia è il secondo Paese al mondo per la produzione dell’olio (dopo la Spagna), e la filiera oleoturistica è in forte espansione. Sorgono e si sviluppano resort negli oliveti, musei dedicati all’oro verde, come pure spa in cui si utilizza l’olio per il benessere e il relax e una rete sempre più vasta di ristoranti che valorizzano le spremiture con corsi di avvicinamento all’olio e degustazioni guidate.
Il turismo dell’olio nell’Open Air

Il turismo legato all’olio presenta, quindi, un notevole margine di crescita, e può portare valore soprattutto in termini di decentramento e destagionalizzazione. Da un lato, infatti, i luoghi dell’olio si trovano lontani dai centri urbani solitamente nel mirino dei turisti, e per avvicinarvisi l’ideale è soggiornare nei pressi di frantoi, oliveti e aziende olivicole. In questo senso, le opzioni più gettonate sono proprio le strutture Open Air immerse direttamente nel contesto naturale oleario.
Dall’altro lato, la stagionalità dell’olio cancella i canoni classici della periodicità turistica e li trasforma per seguire i tempi della produzione, della raccolta, della coltivazione e dell’imbottigliamento. Questo genera una stagione più lunga e garantisce anche una maggiore stabilità in termini di occupazione e indotto diretto. Chi viaggia per conoscere l’olio, infatti, oltre a visite guidate, degustazioni e attività, vuole portare a casa con sé l’olio e regalarlo ad amici e parenti, creando automaticamente un passaparola positivo ed efficace.




