Settore in crescita: la pandemia spinge la domanda e il desiderio di libertà

RESPIRA, SEI EN PLEIN AIR: L’OUTDOOR BOOM” AL CENTRO DELL’EVENTO DI IERI A RIVA DEL GARDA

Respirare e connettersi con la natura: cresce la consapevolezza che la vacanza è ritrovare quella pace interiore che gli eventi esterni degli ultimi anni hanno messo a dura prova.

È il filo conduttore della tavola rotonda ‘Outdoor Boom, il futuro dell’ospitalità all’aria aperta’, che si è svolto il 22 marzo all’HospitalityRiva, Riva del Garda. Tra i partecipanti, il presidente di FAITA-Federcamping Alberto Granzotto, il Ceo di Vacanze col Cuore Loek van de Loo, il Ceo di Leap Factory Stefano Testa, la Product manager di Diamond Domes Viktoriia Borodina e il senior consultant di Thrends Andrea Agazzani. A moderare, il business futurist Alberto Mattiello.

Al centro, il boom del settore e la ricerca da parte delle imprese di nuove fonti di ispirazione per ripensare gli spazi di accoglienza e ampliare le proprie possibilità di business.

“Il ‘boom’ del turismo all’aria aperta si inserisce in un trend più ampio di ricerca di contatto con la natura maturato anni fa nelle strutture più frequentate dai turisti del Nord Europa, da tempo sensibili ai temi ambientali – spiega Granzotto – L’obiettivo delle imprese è giungere a un’offerta totalmente certificata su questo piano, ma ci sono tempi tecnici da rispettare, vincoli legislativi cui, sono soggette le imprese. Faita è al lavoro proprio per consentire alle strutture di ottenere i marchi di qualità: parliamo di requisiti come il basso impatto energetico, la circolarità delle materie prime, ma anche la formazione professionale”.

A spingere la domanda verso il turismo all’aria aperta, oltre a una maggior consapevolezza riguardo l’ambiente e a un’offerta evoluta da parte delle imprese, è stata la pandemia, che nei lockdown ha acceso il desiderio di libertà. È la crisi che diventa opportunità. Avvenne così, con le debite proporzioni, anche alla fine degli anni ’80, quando il fenomeno dell’eutrofizzazione lungo le coste dell’Adriatico ridusse del 50% le presenze turistiche in Veneto.

“Il fenomeno determinò la nascita di un nuovo modello di sviluppo per le nostre imprese, incoraggiato da leggi che all’epoca sostennero il settore. La semplificazione di alcuni vincoli amministrativi consentì di implementare l’offerta e ripartire”, ricorda il presidente di FAITA.

Alberto Mattiello con il presidente di FAITA-FederCamping Alberto Granzotto

Andrea Agazzani di Thrends conferma che “Viviamo un periodo pandemico dove la parola chiave è ‘stress’, quella rasserenante ‘respiro’. Questo ha contribuito allo sviluppo di attività sportive e ricreative nei boschi e all’emersione delle Spa all’aperto. Il consumatore è sempre più alla ricerca di luce, spazi aperti, benessere”.

Van de Loo, trent’anni nel settore e strutture in tutta Europa, ha puntato sulla capacità di ascolto. “Quando 20 anni fa abbiamo ideato la prima tenda con bagno e acqua fredda lo abbiamo fatto perché i clienti chiedevano di poter disporre di servizi igienici personali. Da qui è nato il glamping”.

Creatività, sperimentazione, emozione hanno ispirato anche le diamond domes, le ‘bolle trasparenti’ che sposano lusso e natura promettendo notti romantiche sotto un tetto di stelle con vista panoramica a 360 gradi, come afferma Viktoriia Borodina.

Un altro esempio è il bivacco Gervasutti: 12 posti letto in una struttura avveniristica, ecosostenibile e addirittura rimovibile, a oltre 2800 metri di altitudine. Stefano Testa, architetto e Ceo di Leap Factory (che l’ha progettato), spiega che “La tendenza è quella di realizzare le opere lontano dai siti naturali per non perturbarli e, solo a lavoro ultimato, si collocano nel luogo di destinazione”.

Siamo, insomma, sempre più flessibili. E mobili. Anche in quel campo, come l’architettura, che in passato agiva per realizzare prevalentemente beni immobili. Tutto questo sulla spinta di un’urgenza divenuta inderogabile: la salvaguardia del pianeta.

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