Turismo inclusivo: la Lombardia investe sull’accessibilità con il progetto Stai

Arrivare ad un turismo inclusivo e accessibile è uno degli obiettivi della Regione Lombardia che, dopo il successo riscontrato a Bergamo e Brescia, aumenta gli investimenti del progetto Stai e si prepara ad intervenire anche sui territori di Pavia e Sondrio.

Turismo inclusivo in Italia

Turismo inclusivo

Estendere la proposta turistica italiana ad un pubblico più ampio, che comprenda anche persone con disabilità sia fisiche che non, è un obiettivo ambizioso quanto necessario. Solamente quando una destinazione sarà non solo raggiungibile, ma anche fruibile da tutti, indistintamente, si potrà dire realmente accogliente. L’inclusività, in questo senso, va ben oltre l’abbattimento delle barriere architettoniche e di tutti quegli ostacoli che tutti percepiscono chiaramente come ostativi ad un soggiorno di qualità.

In particolare per gli ipovedenti creare un turismo inclusivo vuol dire anche permettere loro di orientarsi in autonomia, mentre per chi ha disabilità non fisiche di comunicare e relazionarsi senza imbarazzi e rendere accessibili luoghi, esperienze e attività di ogni tipo. Non si tratta di un obiettivo facile da raggiungere, ma un passo dopo l’altro, qualcosa va fatto e si sta facendo. Ne è un esempio la Regione Lombardia, che dopo gli ottimi risultati degli anni scorsi, continua ad investire per perseguire l’accessibilità turistica su tutto il territorio.

L’esempio della Lombardia

Turismo inclusivo

La Lombardia è una Regione che vanta un enorme patrimonio artistico e paesaggistico che non deve essere precluso a chi ha delle disabilità. La maggiore attenzione a persone con bisogni speciali e disabilità fisiche e sensoriali porta inevitabilmente non solo ad una migliore fruizione degli spazi, delle comunità, dei territori, dei servizi, dei percorsi e della mobilità da parte di tutti, ma anche all’incremento del benessere collettivo e all’aumento del valore economico.

Attraverso interventi mirati proprio ad ampliare il bacino di utenza e a facilitare la fruibilità del territorio lombardo, negli anni scorsi la Regione ha raggiunto risultati positivi nelle città di Bergamo e Brescia (Capitale della Cultura 2023). Inoltre, molto è stato fatto anche dal punto di vista dell’accoglienza, oltre che delle infrastrutture attraverso: corsi di formazione specifica e percorsi formativi con focus accessibilità, relazione con il cliente con disabilità, marketing inclusivo e gestione di esperienze fruibili per tutti.

Il progetto Stai per a Pavia e Sondrio

Turismo inclusivo

Il progetto Stai – Servizi per un turismo accessibile e inclusivo – della Regione Lombardia per le aree montane e lacustri è stato il principale input che ha permesso di creare una ricettività più ampia e adatta alle esigenze di più utenti nei territori di Brescia e Bergamo. Si tratta di un progetto finanziato nell’ambito del Programma Regionale Fesr (Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale) che, visti i risultati più che positivi raggiunti finora, raddoppia e andrà ad intervenire anche sui territori di Pavia e Sondrio.

Il focus del progetto è il potenziamento del turismo termale e montano, anche in riferimento alle prossime Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. Nel dettaglio, per il territorio di Pavia sono previsti interventi di riqualificazione per la Greenway Voghera-Varzi e la creazione di itinerari per muoversi alla scoperta delle città di Pavia, Voghera e nella Certosa. Sarà sviluppato un servizio di noleggio bike adatte alle persone fragili con relativa guida e una rete di ciclotour per persone ipovedenti e non vedenti accompagnate da volontari.

Inoltre, si apporteranno modifiche alla segnaletica sia verticale che orizzontale lungo il percorso ciclopedonale, per permettere a tutti di sapere sempre dove si trovano e cosa hanno intorno, e si aumenteranno arredi e ausili, per favorire una migliore fruizione anche a chi si muove in sedia a rotelle. Infine, per quanto riguarda la nuova dotazione tecnologica, gli info point saranno dotati di mappe 3D tattili e di pannelli LIS.

L’accessibilità nell’Open Air

Il comparto dell’Open Air, per i suoi spazi ampi e all’aperto, è naturalmente predisposto per un’accoglienza più inclusiva, ma quanto fatto in Lombardia e quanto già in programma sia nella Regione che altrove in Italia evidenzia centralità e opportunità del tema. In un comparto naturalmente vocato ad una sostenibilità concreta e condivisa sia sul fronte della domanda che su quello dell’offerta l’accessibilità per tutti è un asset necessario e da tempo perseguito.

Tuttavia per incrementare l’accessibilità, sono necessarie la cooperazione tra gli operatori del settore e le amministrazioni locali, ma serve anche una maggiore preparazione del personale di accoglienza, spesso carente proprio nei confronti delle esigenze specifiche di persone con disabilità. In questo modo il comparto si aprirebbe ad una platea di pubblico che è spesso carente di attenzioni ad hoc, ma che rappresenta un potenziale inespresso di notevole valore. Realizzare un’accoglienza mirata per persone con disabilità sia fisiche che non vuol dire permettere a tutti di godere dei territori, ma anche assicurare autonomia, sicurezza e vacanza, liberi da pensieri e ostacoli.

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