L’ospitalità cambia pelle: sfide e opportunità per l’Open Air

Il turismo è un mondo in continua evoluzione e l’ospitalità cambia pelle in base alle tendenze e alle esigenze degli ospiti. Le strutture ricettive classiche arretrano, mentre case vacanze e affitti brevi crescono d’importanza: ecco le principali sfide e opportunità per il mondo dell’Open Air, per crescere e svilupparsi nel nuovo modo di fare ospitalità.

L’ospitalità cambia pelle

L'ospitalità cambia pelle

In passato l’unica, o quasi. forma di accoglienza turistica era rappresentata dagli alberghi, ma con il tempo tutto cambia, ricettività inclusa. Oggi, infatti, l’ospitalità assume forme diversissime, che vanno dall’hotellerie alle strutture extralberghiere, dall’Open Air agli affitti brevi. Proprio questi ultimi rappresentano la più recente novità e mostrano la crescita maggiore sia dal punto di vista degli arrivi che dell’apprezzamento degli ospiti.

Secondo i dati di UnionCamere-InfoCamere, le imprese alberghiere tradizionali sono in calo in Italia, mentre crescono a ritmi sostenuti gli alloggi per i soggiorni brevi, che stanno letteralmente rimodellando il mercato e spingendo gli operatori a ripensare formule di offerta e approccio al cliente. Basti pensare che negli ultimi 5 anni gli hotel e le strutture tradizionali sono diminuite del 5,2% (1.600 unità in meno). Parallelamente, le imprese legate agli affitti brevi sono aumentate del 42,1% (quasi 45.000 unità).

Le destinazioni maggiormente interessate da questa tipologia di offerta sono le città d’arte come Roma, Milano, Venezia, Firenze e Napoli; tuttavia anche i piccoli comuni stanno iniziando a dotarsi di questa offerta. Si tratta di una evoluzione della quale bisogna tener conto nell’articolare la propria offerta turistica per sfruttarne i suggerimenti in termini di marketing e target.

Le cause del cambiamento

L'ospitalità cambia pelle

Da un lato c’è la voglia dei viaggiatori di fare esperienze sempre più personalizzate, che spinge gli ospiti a ricercare, più che una struttura ricettiva classica, una soluzione più domestica e modulabile in base alle proprie esigenze. Dall’altro lato c’è la diffusione delle grandi piattaforme digitali, che hanno accorciato la distanza tra operatori e utenti, e che permettono di conoscere ed entrare in contatto con un numero di opzioni infinitamente maggiore rispetto al passato.

Inoltre, aumenta costantemente anche la richiesta di soluzioni flessibili e indipendenti, in cui non sentirsi osservati e dove non ci sono regole da seguire se non quelle della civile convivenza. Contrariamente a quanto si possa pensare, a spingere i turisti verso gli affitti brevi non è una questione economica. Se fino a qualche anno fa, infatti, gli appartamenti in affitto costavano meno delle strutture ricettive, oggi non è più così e anzi, spesso si risparmia scegliendo le strutture standard. Per tentare di governare questo trend la nuova Legge di Bilancio ha stabilito che dal terzo immobile posto in affitto a scopo turistico si appartiene a tutti gli effetti alla categoria degli operatori economici con obbligo di partita IVA. Ulteriori regole stanno gradualmente arrivando.

Le sfide per l’Open Air

L'ospitalità cambia pelle

Il comparto Open Air sta assumendo un’importanza sempre maggiore nel turismo italiano, rappresentando non solo un’alternativa agli hotel, ma anche un nuovo modo di vivere il viaggio, aggiungendo l’elemento natura alla motivazione per la vacanza. Nonostante la sua costante crescita, nemmeno l’Open Air può permettersi di sottovalutare il cambiamento che sta avvenendo nella ricettività turistica. Analizzare le diverse forme di ricettività che stanno nascendo, le loro caratteristiche e la risposta degli ospiti, è la strada migliore per aumentare la competitività e migliorarsi costantemente, apprendendo strategie e formule che funzionano e adattandole al mondo dell’Open Air.

In questo senso, il comparto del turismo all’aria aperta è sicuramente avvantaggiato rispetto all’hotellerie, in quanto presenta elementi facilmente adattabili alle nuove esigenze dei viaggiatori. Dagli alloggi semi-indipendenti alla flessibilità di gestione della vacanza, l’offerta Open Air risponde già alla necessità di una maggiore personalizzazione del viaggio, che però ha ancora ampi margini di sviluppo.

Dotare la propria struttura di noleggio bike, e-bike o veicoli elettrici permette agli ospiti di rendersi ancora più autonomi, mentre un’offerta più ampia di attività ed esperienze autentiche e a contatto con il territorio e la cultura locale garantisce la giusta dose di esperienzialità ormai saldamente alla base di gran parte della domanda.

Infine, a favore dell’Open Air giocano gli spazi aperti e la sostenibilità, che spesso e volentieri nel settore degli affitti brevi si pagano a caro prezzo o sono addirittura assenti. Essere circondati dalla natura e non impattare negativamente sul territorio che si visita, infatti, sono tra i must dei viaggiatori più responsabili, che scelgono la struttura ricettiva in modo consapevole e ragionato.

Autore
  • Erika Fameli

    Romana, appassionata di viaggi e di scrittura, da diversi anni ha trasformato le sue passioni in un lavoro. Ex Executive Assistant di Faita Federcamping, ha lavorato come Social Media Manager e oggi collabora come copywriter freelance con riviste online tourism-oriented e non solo.

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