Il Piemonte dopo le ATP Finals: extralberghiero guida la ricettività, ma serve una strategia

Cosa accadrà in Piemonte dopo le ATP Finals appena concluse a Torino, nel settore turistico? Questa è la domanda che si pongono in molti. Dopo le finali di Tennis, infatti, la città e l’intera regione non hanno in programma altri grandi eventi che possono portare flussi di pari entità. Per continuare a cavalcare l’onda della notorietà portata dal tennis, serve una strategia, e il punto di partenza per pianificarla possono essere le strutture extralberghiere, prime tra tutte quelle Open Air, che nella regione guidano la ricettività e rispondono alle esigenze del turista moderno di esperienzialità e autenticità.

Il Piemonte dopo le ATP Finals

Il Piemonte dopo le ATP Finals

Da pochissimo si sono concluse le ATP Finals di Tennis a Torino, il più grande evento che la città è riuscita ad assicurarsi negli ultimi anni. Il successo è stato enorme, e può rappresentare il punto di partenza per una programmazione strategica di ulteriori eventi simili. Nonostante sia una regione ricchissima di attrattive, infatti, il Piemonte non è ancora tra le mete predilette dei viaggiatori. Lo dicono i dati del Centro Studi del Touring Club Italiano, secondo cui nel quinquennio 2019-2024 nessuna città piemontese compare tra le 10 città italiane più visitate dai turisti.

In Piemonte però, da 5 anni a questa parte, arrivano più stranieri in vacanza (il 6% in più, in base ai dati di Nomisma). Il turismo straniero attualmente si attesta al 44% del totale, a riprova del fatto che di curiosità, nei confronti di questa regione, all’estero ce n’è eccome. Come fare però per incrementarla e trasformarla in flusso stabile e continuo? Secondo il Presidente del Gruppo Turismo Unione Industriali Torino Stefano Cornaglia, la risposta sta in una visione condivisa e integrata, che crei una strategia comune partendo proprio dalle richieste dei turisti: esperienzialità, eventi, ticketing combinati e autenticità.

Valorizzazione del territorio e grandi eventi

Il Piemonte dopo le ATP Finals

I viaggiatori moderni chiedono esperienze, e non solamente visite. Lo ha dimostrato proprio la grande affluenza turistica registrata dalla città di Torino in occasione delle ATP Finals, così come i risultati ottenuti da altri grandi eventi sportivi e non in altre zone dell’Italia. Un singolo evento però non basta, ma si deve cercare di creare un calendario puntellato di appuntamenti, per strutturare una stagionalità turistica variegata e in grado di attirare ospiti da tutto il mondo sfruttando non solo il patrimonio culturale già esistente, ma creando una destinazione multidisciplinare e diversificata.

Si può prendere esempio da Valencia, Napoli o Miami, che proprio partendo da un grande evento sportivo hanno saputo valorizzare il territorio con altri appuntamenti minori e sono riuscite, nel tempo, a rafforzare la propria immagine e a legarla ad una determinata sfera. Ancora, si può guardare a Dubai, Abu Dhabi o agli Emirati Arabi, che una destinazione l’hanno creata da zero e che ora stanno vivendo un vero e proprio boom di arrivi e presenze. Insomma, c’è bisogno di valorizzare il territorio e di farlo integrando quanto già esistente con attrattivi di nuova generazione.

Si possono sfruttare i concerti estivi per creare pacchetti ad hoc per l’esplorazione del territorio, oppure programmare la vendita di biglietti combinati di più eventi per allungare il pernottamento, o ancora organizzare slam tennistici di minore entità, ma che creino una continuità con l’eredità delle ATP Finals. Le possibilità sono ovviamente moltissime, e ruotano tutte attorno alla grande semantica dell’esperienzialità.

Il ruolo dell’Open Air

Il Piemonte dopo le ATP Finals

In questo scenario, il comparto dell’Open Air può ricoprire un ruolo di centrale importanza nel rilancio dell’offerta turistica regionale. In tutto il Piemonte, infatti, si trova il 2,7% degli esercizi ricettivi italiani, per un totale di 7.100 esercizi. Di questi, l’81% è rappresentato da attività extralberghiere, in cui rientrano anche le strutture Open Air. Proprio queste, per loro stessa natura, possono guidare il Piemonte verso un futuro turisticamente più attuale e aderente alle esigenze degli ospiti. Il comparto Open Air, infatti, si avvicina naturalmente alle richieste di sostenibilità, autenticità ed esperienzialità che i turisti di oggi prediligono nella scelta delle destinazioni per i loro viaggi.

Non solo, perché il turismo outdoor è anche più incline ad accompagnarsi con servizi complementari, come ad esempio escursioni guidate, laboratori, workshop e similari. Questo consentirebbe di creare una rete sinergica tra gli operatori sia del settore prettamente turistico, che della filiera enogastronomica e artigianale della regione. Quelle che gli ospiti Open Air vogliono vivere sono esperienze solitamente ad alto valore sia emotivo che economico, in grado di generare un indotto considerevole e di generare un passaparola naturale.

Per non parlare della fidelizzazione degli ospiti: chi si muove per visitare solamente musei e monumenti, difficilmente torna dove è già stato. Chi fa esperienze e vive il territorio, assaggiandone i sapori e condividendone la quotidianità, anche in un soggiorno di pochi giorni, si sente invece parte integrante di esso e tende naturalmente a voler tornare dove si è trovato bene, per fare altre esperienze ed approfondire ulteriormente la conoscenza di quel territorio, esplorando i dintorni e portando un turismo di ritorno di grandissimo valore.

Autore

Ultimi aggiornamenti

-- pubblicità --

In base a quello che hai letto