Destinazione turistica d’eccellenza, il riconoscimento per i comuni con meno di 30.000 abitanti

La nuova Legge di Bilancio introduce il riconoscimento Destinazione turistica d’eccellenza per i Comuni con meno di 30.000 abitanti, attribuibile grazie a criteri ambientali, sociali e di governance (ESG). Il che rende più attuale e cogente la sostenibilità per il settore turistico. 

La rilevanza della sostenibilità nel turismo

Destinazione turistica d'eccellenza

La Legge di Bilancio n. 199 introduce la connessione tra sostenibilità e incentivi per il mondo del turismo. In particolare, l’articolo n.1, comma 469, prevede la concessione di agevolazioni finanziarie a sostegno degli investimenti privati nel settore turistico finalizzate allo sviluppo dell’offerta. In questa maniera la destagionalizzazione dei flussi, la digitalizzazione dei processi e dei sistemi turistici, il rafforzamento delle filiere e delle reti sociali e la promozione della sostenibilità turistica diventano elementi di eleggibilità per l’erogazione dei contributi. 

La norma prevede che i criteri ESG (ambientali, sociali e di governance) entrino in pianta stabile come metro di giudizio per l’assegnazione e la definizione delle agevolazioni. In poche parole, i criteri ESG diventano elementi rilevanti ai fini dell’accesso agli strumenti di sostegno pubblico. Inoltre, il comma 470 stabilisce che il decreto attuativo relativo ai contributi per il sostegno e lo sviluppo delle filiere turistiche sia adottato entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge.

In questo modo, la rilevanza della sostenibilità nel turismo diventa una realtà fattiva e non più solamente teorica. Si tratta di un riconoscimento di grande importanza per il futuro del settore in Italia, e in particolare per i piccoli comuni, che hanno d’ora in avanti la possibilità di ricevere una denominazione specifica proprio in virtù di pratiche positive in termini di sostenibilità.

Destinazione turistica d’eccellenza

Destinazione turistica d'eccellenza

La Legge di Bilancio, infatti, non si limita a disporre che i criteri ESG siano propedeutici all’erogazione degli incentivi pubblici, ma definisce anche il riconoscimento di Destinazione turistica d’eccellenza. I commi 807-812 introducono questa nuova definizione con il fine di incrementare la qualità, la sostenibilità e l’accessibilità dei luoghi e dei servizi turistici a livello locale. Comuni, unioni di Comuni, isole minori o reti di enti con popolazione residente complessiva inferiore a 30.000 abitanti, potranno ricevere il riconoscimento, e diventare Destinazione turistica d’eccellenza, se presentano tutti i requisiti minimi richiesti (commi 807-808).

Una commissione istituita presso il Ministero del Turismo avrà il compito di definire i requisiti e verificarne il mantenimento per 2 anni di validità della nomina, con possibilità di revoca qualora questi non fossero mantenuti. Si tratta di un’occasione da non perdere per affermare in maniera ancora più chiara e distintiva l’identità ricettiva italiana e la qualità dell’accoglienza. Inoltre, grazie a nuovi investimenti e sostegni pubblici, anche i Comuni più piccoli possono diventare un polo d’attrazione per il turismo sia nazionale che estero, abbracciando sia il turismo di prossimità che quello delle radici, con il filo conduttore dell’esperienzialità, dell’autenticità e della sostenibilità.

Un’opportunità per l’Open Air

Destinazione turistica d'eccellenza

Considerando l’affinità naturale del mondo Open Air con le realtà ricettive e l’accoglienza sostenibile, accessibile e inclusiva, queste nuove disposizioni favoriscono il turismo all’aria aperta. Accrescere la sostenibilità, infatti, si incentiva automaticamente anche tutto quello che ruota attorno ad essa, dalle strutture ricettive alle reti sinergiche tra gli operatori e la popolazione locale. Si tratta di un’opportunità di grande valore per il comparto, che proprio da questa nuova denominazione può impegnarsi per creare destinazioni sostenibili, virtuose e di qualità basate proprio sui criteri ESG.

Altri riferimenti al turismo 

Inoltre Legge di bilancio dispone l’istituzione di un Fondo finalizzato a garantire la continuità operativa e il mantenimento delle funzionalità e dei servizi del programma Tourism Digital Hub (Tdh) anche oltre la scadenza del finanziamento previsto dal Pnrr, il che supporterà l’operatività del portale nazionale del turismo, con una dotazione di 4,2 milioni di euro per il 2026 e di 3,5 milioni di euro ogni anno a partire dal 2027.

Autore
  • Erika Fameli

    Romana, appassionata di viaggi e di scrittura, da diversi anni ha trasformato le sue passioni in un lavoro. Ex Executive Assistant di Faita Federcamping, ha lavorato come Social Media Manager e oggi collabora come copywriter freelance con riviste online tourism-oriented e non solo.

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