Il 2025 è stato un anno memorabile per il turismo a Roma, segnato sia da innovazioni e cambiamenti strutturali, che da grandi risultati in termini di arrivi e presenze. Nel corso dell’anno, infatti, sono stati quasi 23 milioni i viaggiatori che hanno visitato la Città Eterna: una panoramica di un anno d’oro.
Il turismo a Roma nel 2025

Roma chiude il 2025 con un record mai registrato prima: 22,9 milioni di arrivi. I visitatori che hanno viaggiato a Roma si sono trattenuti in città per circa 2 giorni, totalizzando 52,9 milioni di presenze. I dati dell’Ente bilaterale evidenziano come, di questi 12 siano stati stranieri, e quanto, più in generale, il 2025 abbia registrato risultati in crescita anche rispetto al 2024 anno record. In particolare, si parla di incrementi del 3,4% per gli arrivi e del 2,8% per le presenze.
Si chiude così un anno molto complesso e ricco di sfide, che ha portato la città di Roma ad uno sviluppo su più fronti. Il turismo, infatti, è un settore che genera indotto, posti di lavoro e consistenti introiti economici, e che contribuisce al rilancio della Capitale come nuova destinazione smart, sostenibile e inclusiva. Grazie ai numeri in costante crescita si possono stabilizzare i contratti di lavoro e creare le basi per un sistema più regolare e lineare, ma anche aumentare gli investimenti in infrastrutture e servizi, che quest’anno hanno fatto la differenza, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei grandi flussi del Giubileo 2025.
Il merito del Giubileo 2025 e dell’Open Air

Larga parte dei risultati ottenuti va attribuita al Giubileo. L’Anno Santo ha infatti portato a Roma un numero elevatissimo di fedeli e pellegrini, i quali hanno soggiornato nelle strutture ricettive, religiose e Open Air comprese, mangiato nei ristoranti romani e acquistato nelle attività commerciali. In generale, l’Open Air ha affermato la sua posizione come perno di un turismo più sostenibile e inclusivo, in grado di portare valore aggiunto all’intero settore, sia per quanto riguarda il lato economico che lo sviluppo digitale e tecnologico.
Il comparto, infatti, ha dimostrato di essere all’altezza delle necessità dei turisti, e di anticiparne persino alcuni bisogni. Su questi aspetti in particolare, l’Open Air punta per spingere chi durante il Giubileo ha alloggiato nelle strutture ricettive all’aria aperta, a tornare per scoprire ed esplorare non solo la Città Eterna, ma anche i suoi dintorni e le sue tradizioni, lontano dalla folla dell’Anno Santo e dai tanti appuntamenti del calendario religioso.
L’eredità di un anno d’oro

Cosa lascia il 2025 a Roma? Un’eredità da custodire e da cui partire per continuare a rappresentare una delle mete top del turismo internazionale, dove tornare dopo i grandi eventi e da vivere ben oltre i due giorni di permanenza media che si registrano attualmente. Il lascito di questo anno dei record consiste da un lato nel turismo di ritorno, e dall’altro nella consapevolezza che molto resta ancora da fare in termini di fruibilità dei servizi e della mobilità pubblica. Nel 2025 le immagini della Città Eterna hanno fatto il giro del mondo, e l’esposizione mediatica è stata al top. Questa popolarità fa ben sperare anche per il 2026, con ospiti di ritorno aggiuntivi e con incremento di qualche tempo.
La speranza è quella di attrarre sempre più ospiti alto spendenti, alle migliorie apportate a strade, monumenti e infrastrutture in occasione dell’Anno Santo, e ad una maggiore ricettività dei grandi flussi. Per fare un esempio, nel 2026 si potrà beneficiare del nuovo sistema di visita alla Fontana di Trevi, che permette di avvicinarsi al capolavoro romano con maggiore tranquillità, e di apprezzarne le meraviglie senza affollamento.




