Dopo quasi un decennio di deregulation, di amministrazioni incapaci di porre un freno al fenomeno degli affitti brevi dilagato senza sosta in ogni grande città italiana, fino a lambire piccoli borghi, due emendamenti potrebbero cambiare la storia. Dopo quanto accaduto a Venezia, che vede per la prima volta fissare dei limiti, tramite un provvedimento ad hoc, due emendamenti identici presentati dal PD, sia al Senato che alla Camera, mirano a ridurre e a regolamentare il fenomeno degli affitti brevi.
Siam ben chiaro, non che le regole non esistano nel settore: sono tenuti ad avere una licenza ed in gran parte delle città a versare la tassa di soggiorno come le altre strutture ricettive. Il problema è che la nota piattaforma di affitti brevi, favorisce per l’appunto, in maniera diretta il business degli affitti brevi a fini turistici, rispetto agli affitti a lungo termine per studenti e lavoratori, costringendo così tanti lavoratori e studenti a non trovare alloggi nelle zone centrali o a prezzi accessibili e generando una disparità nei confronti dei contratti a lungo termine che prevedono importi più alti e tasse più onerose.
I due emendamenti, mirano quindi a “favorire indirettamente” gli affitti a lungo termine, togliendo i vantaggi della cedolare secca e introducendo la licenza obbligatoria anche per gli affitti che durano meno di 120 giorni nell’arco dell’anno. Spetterà poi ai singoli comuni (in primis Firenze ma anche Roma sembra rientrare nella fattispecie) stabilire le singole disposizioni per l’applicazione della proposta di legge a guida PD.
Fonti governative fanno sapere che la norma sarebbe pienamente condivisa all’interno dell’esecutivo e che potrebbe trovare spazio nei decreti fiscale alla Camera ed infrastrutture al Senato. Il Sindaco di Firenze Nardella ha già fatto sapere che approva in pieno la misura come ottimo strumento per constrastare la gentrificazione del centro della città e riportare i cittadini a ripopolare Firenze. Sulla stessa lunghezza d’onda Federalberghi Firenze, che sottolinea come si era creato un vero e proprio paradosso, risultando de facto per i proprietari più vantaggioso affittare a turisrti per soggiorni brevi piuttosto che a lavoratori e studenti, creando così una impari concorrenza con il settore turistico ricettivo locale.




