Internazionali d’Italia di tennis: i grandi eventi motore di un turismo di valore

Cosa accade al territorio dopo gli Internazionali di tennis, e quali sono le conseguenze di un evento di questa portata? I dati parlano chiaro: gli eventi sportivi di questo calibro generano indotto, e portano sul territorio un turismo di valore.

Internazionali d’Italia di tennis

Internazionali d'Italia di tennis

Gli Internazionali d’Italia di tennis a Roma sono stati più che positivi per l’Italia, e non solo dal punto di vista sportivo. Insieme alla vittoria di Jannik Sinner, che riporta la coppa del torneo in Italia dopo 50 anni, infatti, arrivano anche i numeri vincenti della manifestazione. Il Presidente della Fitp, Angelo Binaghi ha definito il tennis come “il miglior investimento sportivo possibile”, ed effettivamente non si può dire diversamente: quello degli Internazionali d’Italia di tennis di quest’anno è stato il più grande successo dello sport italiano. A parlare sono i dati del post torneo:

  • 418.815 spettatori paganti (esclusi quelli dei ground di domenica 17 maggio);
  • 161.000 operatori in servizio;
  • oltre 220.000 biglietti venduti a metà aprile (+8,6% rispetto al 2025);
  • incassi in aumento del 26% rispetto all’edizione del 2025.

Non si esagera, quindi, a definirlo un torneo straordinario sia per il livello del tennis che per l’energia del pubblico, sia per i record superati che per l’emozione che si respirava in tutto il Foro Italico. A tutto questo, si aggiungono gli ottimi risultati in termini di indotto e ritorno d’immagine, che portano a loro volta enormi vantaggi alla destinazione Italia e promuovono destagionalizzazione e un turismo di alto valore.

Risultati e ritorno d’immagine

Internazionali d'Italia di tennis

I ricavi commerciali hanno raggiunto 35,5 milioni di euro, e gli sponsor sono saliti del 24% rispetto all’anno scorso. Passando al corporate hospitality, si sono sfiorati i 6 milioni di euro, con una crescita del 48% sull’anno precedente. A registrare una crescita è stato anche il Fan Village, con una presenza quotidiana stimata di 60.000 persone (+18% rispetto al 2025, grazie anche all’ampliamento dell’area coperta a 6.500 mq), e l’impatto economico dell’intero evento ha raggiunto il miliardo di euro (senza contributi pubblici), con le entrate fiscali generate di circa 165 milioni.

Tirando le somme, il ritorno sociale sull’investimento è di 7,2 euro per ogni euro investito. Circa il 24% del pubblico proveniva dall’estero, a conferma della crescente attrattività internazionale del torneo e della sua capacità di generare flussi turistici importanti per Roma e per il territorio circostante. Il ritorno d’immagine è enorme anche dal punto di vista mediatico, in quanto le immagini del Foro Italico, di Roma e dell’atmosfera durante il torneo hanno fatto il giro del mondo e hanno trasformato l’evento in una vera e propria vetrina, in grado di influenzare le scelte di viaggio future.

Open Air e grandi eventi sportivi: un’opportunità strategica

Internazionali d'Italia di tennis

Grandi eventi sportivi come gli Internazionali d’Italia rappresentano un’occasione importante per il turismo in genere, ma soprattutto per il comparto dell’Open Air, che può intercettare una parte crescente dei flussi turistici legati allo sport e ai grandi appuntamenti internazionali. I visitatori sportivi, infatti, scelgono sempre più spesso formule di soggiorno flessibili, sostenibili e a contatto con il territorio, privilegiando campeggi, glamping, villaggi turistici e strutture all’aria aperta ben collegate ai luoghi delle manifestazioni sportive.

Guardando nello specifico a Roma e al Lazio, l’impatto turistico degli IBI si riflette sull’intero ecosistema dell’accoglienza, favorendo soggiorni prolungati, mobilità sul territorio ed esperienze complementari legate alla natura, alla cultura, all’enogastronomia e al benessere, che in contesti come quello della Capitale e del territorio laziale, non mancano. In questo quadro, l’Open Air ha giocato un ruolo di rilievo nell’accoglienza del pubblico internazionale, e può diventare una soluzione ancora più attrattiva per le prossime edizioni, intercettando i viaggiatori più giovani e gli ospiti attenti alle formule esperienziali e sostenibili.

Infine, l’Open Air offre soluzioni in linea con la destagionalizzazione, che eventi come questo generano e incentivano. Il periodo tardo-primaverile, infatti, è strategico per la stagione turistica romana, e l’aumento di arrivi e presenze già da ora rafforza il posizionamento della Capitale nel mercato globale. Per l’Open Air, questo si traduce in possibilità di crescita e anticipo della stagione, nella costruzione di offerte dedicate e anche in un turismo di più alto valore, dinamico e ad alta capacità di spesa.

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