Concessioni demaniali: indennizzi e rivalutazioni

In materia di concessioni demaniali marittime un ruolo centrale è determinato dalla  questione degli indennizzi. Oggi più che mai attuale riguarda i risarcimenti destinati ai gestori che dovessero risultare perdenti nelle aste di assegnazione degli stabilimenti. 

Entro l’estate 2027 dovranno avvenire le nuove assegnazioni dei litorali italiani, ma tutto potrebbe slittare a causa di potenziali ritardi conseguenti al contenzioso giudiziario avviato in più di un  tribunale dai balneari. In proposito la pubblicazione di un decreto dei Ministeri dell’Economia e delle Infrastrutture e Trasporti è atteso da mesi. Attualmente esiste una bozza, che la Ragioneria di Stato sembra aver approvato, ma manca ancora l’avallo definitivo del Consiglio di Stato e dell’Unione Europea.

Indennizzi balneari

Si parla da diverso tempo ormai dell’aumento degli indennizzi balneari per chi perde le aste di assegnazione, ma ancora non si riesce a vedere la luce in fondo al tunnel. Stefania Frandi, di SIB Confcommercio, spiega che “Nella bozza di cui si sta parlando in questi giorni è previsto un riconoscimento degli investimenti fatti sui beni materiali degli stabilimenti, ma anche per quelli immateriali”. Quello che la bozza prevede, quindi, è un risarcimento non solo per l’attrezzatura fisica dello stabilimento, ma anche per il marchio stesso che rappresenta come azienda. La preoccupazione degli operatori è proprio quella di ricevere, come indennizzo, un importo che faccia riferimento unicamente ai beni materiali di acquisto datato, e che non tenga conto della notorietà del brand, che anno dopo anno assicura introiti regolari solo per il proprio nome.

In attesa dell’approvazione

Se la bozza dovesse passare all’esame del Consiglio di Stato e dell’Unione Europea, i balneari potrebbero rientrare quasi della totalità delle spese sostenute e del valore dell’impresa. Come spiega David Parenti, referente di Fiba Confesercenti, questo risultato è possibile anche grazie alla rivalutazione dei beni già ammortizzati fiscalmente. Se l’Europa non dà il suo ok però, l’intero ingranaggio rischia di incepparsi.

Il rischio concreto è che si verifichi, su larga scala, quanto avvenuto in Toscana, dove la Corte Costituzionale ha fatto decadere la legge del 2024 che disciplinava la materia dei risarcimenti ai balneari. La legge, creata per sopperire ad un vuoto nella normativa nazionale, è stata considerata al di fuori delle competenze della Regione, che ha invaso un ambito esclusivo dello Stato. Si tratta di una decisione pienamente in linea con la giurisprudenza, ma che di fatto genera un impasse e non risolve alcun problema: le Regioni non possono intervenire al posto dello Stato, ma lo Stato presenta una normativa incompleta, dove si fa sentire l’assenza del decreto interministeriale per gli indennizzi. Stando così le cose, le amministrazioni locali fanno fatica a prendere decisioni e a scegliere una direzione.

Una normativa certa e inequivocabile

Quello di cui c’è bisogno è una normativa unitaria, che a livello nazionale definisca in maniera chiara e inequivocabile come calcolare indennizzi e risarcimenti. Una legge che tuteli tanto gli operatori, quanto amministrazioni, pubblico interesse e fruitori finali.

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