Successo della montagna fuori stagione: in Veneto +29% di presenze

Il Veneto ha registrato un grande successo della montagna fuori stagione: nel mese di ottobre 2025 i dati indicano un incremento del 29% delle presenze rispetto all’anno precedente. I primi segnali positivi sul fronte della destagionalizzazione fanno ben sperare anche per l’anno in corso, per cui va considerata anche la concomitanza delle Olimpiadi.

Successo della montagna fuori stagione

Montagna fuori stagione

Una recente analisi di Federalberghi Veneto ha evidenziato i risultati più che positivi dei mesi autunnali per quanto riguarda la montagna. I mesi di settembre e ottobre, solitamente di chiusura della stagione estiva, nel 2025 hanno registrato presenze superiori alla media del periodo: 13% a settembre e 29,5% ad ottobre. Questi numeri mostrano una destagionalizzazione crescente, e fanno ben sperare per la stagione 2026. 

La montagna, che già in estate da diversi anni registra risultati in costante miglioramento e che sta lentamente prendendo il posto del mare nelle preferenze dei viaggiatori, anche nella stagione autunnale dimostra di avere un appeal notevole. Considerando l’allungamento della bella stagione e le temperature più miti, la montagna può diventare un attrattore di grande rilievo per i mesi autunnali. Dai paesaggi ai piatti tipici, dalle esperienze specifiche della stagione alle manifestazioni e ai festival locali, le opportunità di crescita per il fuori stagione sono davvero ampie.

Questo risultato, infatti, non deve considerarsi un punto di arrivo, ma piuttosto di partenza, per sviluppare ancora di più l’offerta fuori stagione e le attrattive per il pubblico sia italiano che internazionale. In sostanza, la direzione da prendere è quella di ristagionalizzare piuttosto che destagionalizzare.

Il ruolo delle Olimpiadi

montagna fuori stagione

Le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 hanno giocato un ruolo cruciale nella crescita del turismo montano autunnale, influenzando le partenze già diversi mesi prima dell’avvio delle gare. Trattandosi di un evento non solo di gigantesche dimensioni e di enorme risonanza mediatica, ma anche diffuso su un territorio molto vasto, l’appuntamento di quest’anno con i Giochi Olimpici ha rappresentato un booster notevole per il turismo di montagna.

Questa è la dimostrazione che i grandi eventi sono in grado di portare visibilità e risultati positivi in termini di arrivi, presenze e indotto non solamente durante il loro svolgimento o nel periodo successivo, ma anche nei mesi che lo precedono. Le Dolomiti in particolare, si sono confermate come una delle destinazioni preferite da italiani e stranieri.

Un esempio da seguire

Quello del Veneto è sicuramente un esempio da seguire, e su più fronti anche. I risultati della Regione per il 2025 mostrano quanto sia importante differenziare l’offerta e puntare sulla destagionalizzazione. Oltre alla montagna, anche le altre macro-aree dell’offerta veneta, infatti, hanno registrato incrementi di arrivi e presenze rispetto al 2024:

  • città d’arte +1,6% di arrivi e +0,9% di presenze;
  • comuni costieri +2,6% di arrivi e 0,1% di presenze;
  • destinazioni termali +2,9% di arrivi e +0,8% di presenze.
Riflessioni sul comparto dell’Open Air
montagna fuori stagione

Il Veneto è notoriamente la principale regione dell’offerta Open Air, che registra i migliori risultati sia in termini di arrivi che di presenze, di innovazione e di strategia. Per il 2026 l’obiettivo è quello di consolidare la governance e attuare concretamente la visione strategica del turismo Open Air, poichè il comparto si trova in una fase di profondi cambiamenti, dovuti principalmente alla modifica dei comportamenti dei viaggiatori e delle dinamiche della domanda.

Questi, infatti, sono più responsabili, alla ricerca di viaggi sostenibili ed esperienze di qualità, e richiedono alle strutture una maggiore attenzione alle tematiche ambientali e all’autenticità. I dati del Veneto rimarcano che un’offerta ampia e variegata aiuta a destagionalizzare, delocalizzare e rendere più stabili i flussi turistici, e che un investimento continuo in nuove tecnologie e innovazioni è fondamentale per mantenere alto il livello dell’ospitalità e dell’accoglienza.

Autore
  • Erika Fameli

    Romana, appassionata di viaggi e di scrittura, da diversi anni ha trasformato le sue passioni in un lavoro. Ex Executive Assistant di Faita Federcamping, ha lavorato come Social Media Manager e oggi collabora come copywriter freelance con riviste online tourism-oriented e non solo.

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