Pasqua 2026 da record in Italia: il comparto dell’Open Air registra risultati positivi con picchi che rassicurano sulle preoccupazioni legate ai conflitti in Medio Oriente.
I risultati di una Pasqua 2026 da record

Per il periodo pasquale di quest’anno si temevano le ripercussioni del conflitto in Medio Oriente, il caro energia e molti altri fattori socio-economici che, invece, hanno influito solo in parte. Tuttavia nonostante le preoccupazioni diffuse e l’atmosfera di incertezza che aleggia a livello internazionale il saldo del turismo è fortemente positivo.
I risultati da Nord a Sud
I risultati positivi, infatti, si riscontrano da Nord a Sud. Verona ha sfiorato il tutto esaurito, con punte del 95% nella notte di sabato, e il Lago di Garda ha superato del 18,6% i risultati del 2025. Come espongono i dati di HBenchmark per Destination Verona Garda Foundation, la destinazione ha saputo attrarre turisti sia stranieri che italiani, intercettando persone di passaggio e registrando numeri davvero importanti, che segnalano un appeal in crescita sia a livello nazionale che internazionale.
Più presenze, ma con dinamiche diverse tra i territori e una buona capacità di distribuzione hanno caratterizzato la Pasqua nel Nord Italia, con turisti domestici in aumento rispetto alla media del periodo, e un incremento notevole del mercato tedesco. A Roma nel weekend lungo di Pasqua si sono raggiunti 500.000 arrivi per 1,2 milioni di presenze. Al Sud, Matera respira una boccata d’aria importante dopo un mese di marzo negativo, e si allinea al resto d’Italia nell’accoglienza pasquale grazie ai last minute e alla massiccia presenza di turisti stranieri. Stesso trend ma con numeri decisamente meno evidenti per Calabria e Sicilia.
Il ruolo dell’Open Air

Sono state circa un terzo del totale le strutture che nel ponte di Pasqua hanno ospitato clienti provenienti da ogni parte del mondo, e anche dall’Italia. Il comparto ha confermato le aspettative pre-pasquali e si è confermato come destinazione di enorme valore nel panorama nazionale, attirando turisti che per i loro viaggi hanno voluto vivere esperienze a diretto contatto con la natura, in ambienti prevalentemente rurali e verdi, nonostante le preoccupazioni relative alla situazione in Medio Oriente.
Le prenotazioni per le vacanze di Pasqua a partire dal 28 febbraio (data di scoppio del conflitto) sono state infatti positive per il comparto, come dimostrano i dati del Veneto: + 34% nei campeggi del Lago di Garda, sulla sponda veronese; +27% nella costa veneta, con le spiagge dell’Alto Adriatico da Bibione a Caorle, da Jesolo a Cavallino-Treporti, fino a Chioggia-Sottomarina. Anche altre regioni registrano un dinamismo positivo: Umbria (+30%), Piemonte (+15%), Toscana (+10%) ed Emilia-Romagna (+5%) confermano arrivi in crescita, mentre si mostrano stazionarie tutte le altre regioni (ad eccezione di Lazio, Campania e Sicilia, che registrano delle diminuzioni).
Dal punto di vista dell’occupazione media giornaliera, la percentuale è stata del 60%, con picchi del 65%. I turisti tedeschi sono stati i più presenti nelle strutture ricettive Open Air, ma anche gli italiani sono aumentati rispetto alla Pasqua 2025, rafforzando la loro predilezione per le vacanze a stretto contatto con la natura. Infine, a livello di permanenza media, questa va dai 4 ai 6 giorni, con un fatturato che si aggira intorno ai 200 milioni di euro. La tipologia di alloggio che i viaggiatori hanno preferito è stata la piazzola (per pernottamenti di una settimana), seguita dai bungalow (6 notti circa).
Alcune considerazioni

A livello globale, è interessante notare, inoltre, come il last minute ha avuto un ruolo determinante nella configurazione dei flussi, con un’impennata di prenotazioni nei giorni a ridosso del ponte pasquale. Inoltre, sono tornati a presentarsi alle strutture ricettive i cosiddetti “passanti”, ossia clienti senza prenotazioni, viaggiatori di passaggio che hanno deciso di fermarsi in maniera estemporanea: tutti segnali che indicano una maggiore dinamicità del mercato, in contrasto con la staticità degli anni scorsi, caratterizzati da prenotazioni molto anticipate e pochi last minute.




