Strutturare il turismo del futuro: dal Lago di Garda un esempio di valore

Strutturare il turismo del futuro e non lasciarlo al caso è essenziale per orientare la domanda, prevederne le evoluzioni e rispondere prontamente alle esigenze sempre nuove dei turisti. Come farlo? Mettendo in campo sinergia e impegno e fissando obiettivi raggiungibili e concreti nel medio e lungo periodo. Un esempio di valore arriva dal Lago di Garda, e racconta un progetto che punta dritto al 2030.

Pianificare il turismo del futuro

Strutturare il turismo del futuro

In un contesto internazionale in cui le trasformazioni economiche sono rapidissime e quelle geopolitiche modificano gli asset societari ed economici, è essenziale per i territori dotarsi di strumenti di analisi, confronto e pianificazione strategica. Quello che succede in Europa e nel mondo, infatti, incide in modo significativo sulle dinamiche territoriali come la mobilità, i prezzi e i mercati turistici.

Il turismo italiano si trova attualmente è nel bel mezzo di un’evoluzione cruciale, poichè ai primati consolidati del passato (sia dal punto di vista delle presenze che della capacità attrattiva), si affiancano le sfide attuali, come i flussi da bollino rosso nell’alta stagione, la pressione sui territori e sugli ecosistemi, la fragilità ambientale e la necessità di sviluppare una governance territoriale più integrata. Tutto questo rende necessaria una pianificazione attenta e responsabile, che punti a vincere queste sfide senza perdere terreno rispetto alla qualità che contraddistingue l’ospitalità italiana.

L’Agenda 2030

Strutturare il turismo del futuro

A questo quadro si aggiunge l’appuntamento con il 2030 e con gli obiettivi da raggiungere sul piano della sostenibilità turistica e non solo. Nei prossimi anni, infatti, il turismo dovrà ripensare modelli, strumenti e strategie per consolidare la destinazione Italia come polo di innovazione turistica, in grado di rigenerare e valorizzare il proprio patrimonio e di ridistribuire i flussi su tutto il territorio e per tutto l’anno. Le sfide odierne chiedono agli operatori di diversificare l’offerta turistica e coinvolgere le comunità locali, con lo scopo di creare un turismo diverso da quello del passato, che però non dimentica le sue origini, ma piuttosto le fa evolvere verso una qualità maggiore e una sostenibilità inedita.

Sotto questo punto di vista, spicca l’apporto dell’Open Air nel settore turistico italiano. Nessun altro comparto, infatti, incarna così bene i valori di sostenibilità, accessibilità, inclusività e rispetto del territorio, e nessun altro comparto è riuscito in un tempo relativamente breve a portare risultati analoghi. Le strutture green stanno aumentando, gli spazi aperti diventano parte integrante della vacanza e non più un semplice plus, e i turisti stessi stanno dando una rilevanza sempre maggiore all’attenzione verso l’ambiente. L’Open Air si sta dimostrando in grado di destagionalizzare, di decentrare i flussi turistici e di creare nuove destinazioni non semplicemente geografiche, quanto piuttosto semantiche, dove i turisti trovano autenticità, esperienze e vicinanza con il territorio e i suoi abitanti. Pianificare dove si vuole arrivare, però, è fondamentale per crescere in modo strutturato e non farsi trascinare dalla corrente.

Laboratorio Garda 2030

Strutturare il turismo del futuro

Un esempio di come strutturare una pianificazione strategica arriva dal Lago di Garda, e più precisamente da Lazise, dove il 21 marzo scorso è stato presentato il progetto Laboratorio Garda 2030. Come è noto, il Lago di Garda rappresenta una delle destinazioni turistiche più importanti d’Italia, ma per continuare ad esserlo deve affrontare le nuove sfide. Quello del 21 marzo rappresenta il primo passo di un percorso di dialogo e progettazione che vuole trasformare le criticità di oggi in opportunità di domani. Il fine ultimo è passare dal problema alla soluzione, puntando sulla sostenibilità e sul rispetto del territorio, valorizzando il patrimonio naturale, culturale e storico della zona.

In particolare, il Lago di Garda intende valorizzare le sue tre dimensioni fondamentali: l’Acqua, la Terra e la Comunità. La sezione dell’Acqua tocca i temi dell’ecosistema lacustre tra patrimonio culturale, mobilità e tutela ambientale; la sezione della Terra si concentra invece sul paesaggio culturale, sull’agricoltura, sulle esperienze outdoor e sulla mobilità lenta come leve di valorizzazione territoriale; la sezione Comunità è dedicata alla governance del sistema Lago, all’identità territoriale e alla partecipazione delle comunità dei residenti.

Autore
  • Erika Fameli

    Romana, appassionata di viaggi e di scrittura, da diversi anni ha trasformato le sue passioni in un lavoro. Ex Executive Assistant di Faita Federcamping, ha lavorato come Social Media Manager e oggi collabora come copywriter freelance con riviste online tourism-oriented e non solo.

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