Rete dei Cammini d’Italia: approvata legge per il turismo lento

L’Italia ha approvato la legge per la creazione della Rete dei Cammini d’Italia, un programma di investimenti e promozione che ha come obiettivo quello di sviluppare il turismo legato ai percorsi religiosi, trekking, ciclabili e fluviali che attraversano borghi e aree rurali.

Turismo lento e Open Air

Rete dei cammini d'Italia

Una delle tante accezioni del turismo lento in Italia è rappresentata dai cammini, che sempre più stanno attirando visitatori da ogni parte del mondo. I cammini sono anche una scelta di vacanza più idonea a conoscere il territorio, scoprire le aree rurali e riportare il contatto con la natura al centro del viaggio. Si tratta, quindi, di un patrimonio di inestimabile valore, che cresce e favorisce sia la destagionalizzazione che la delocalizzazione dei flussi turistici.

Nell’Open Air, i cammini sono in grado di connettere non solo luoghi, ma anche attività, strutture ricettive e comunità, creando una rete di altissima qualità a livello di ospitalità, a misura delle esigenze dei camminatori. Quello che serve per valorizzarli ancora di più sono investimenti in termini di manutenzione dei percorsi e di ampliamento dell’accessibilità. I cammini, infatti, non prevedono l’utilizzo di mezzi a motore, ma sono aperti (e devono quindi essere accessibili) a tutti i mezzi di mobilità dolce, dalla bicicletta alle sedie a rotelle. Proprio per questo, è di estrema rilevanza la legge di recente approvazione, che intende creare una Rete dei Cammini d’Italia, e finanziare interventi di ammodernamento e messa in sicurezza dei percorsi su tutto il territorio nazionale.

Rete dei Cammini d’Italia

Pochi giorni fa la Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge sui Cammini d’Italia, provvedimento che si inserisce in una più ampia strategia di promozione del turismo lento, nonchè un incentivo per lo sviluppo di una modalità di fruizione del territorio che privilegia itinerari percorribili a piedi o con mezzi di mobilità dolce. La Ministra Daniela Santanchè ha così commentato: “Si va verso una storica legge di supporto al turismo lento e sostenibile e in direzione della riscoperta dei territori più nascosti, che sono tanto custodi delle tradizioni autentiche quanto vettori di destagionalizzazione”.

Grazie alla nuova legge, il comparto dei cammini riceverà un investimento complessivo di 5 milioni di euro tra il 2026 e il 2028, più 1 milione ogni anno a partire dal 2029, che si aggiungono agli oltre 30 già stanziati per questo segmento. Si tratta di risorse fondamentali al fine di aumentare la competitività italiana a livello internazionale. Il confronto con la Spagna può aiutare a comprendere la portata del fenomeno.

Spagna: promozione da prendere come esempio

Rete dei cammini d'Italia

Quando si parla di cammini, il primo nome che viene in mente è senza ombra di dubbio quello del Cammino di Santiago de Compostela. Questo è l’unico cammino spagnolo e, da solo, raggiunge un valore economico superiore a tutti quelli italiani messi insieme. Ogni anno, infatti, il Cammino di Santiago genera un indotto economico stimabile in oltre 300 milioni di euro. Per arrivare a questa cifra, il percorso non è stato immediato: dal 1993 la Xunta de Galicia, dove si svolge la maggior parte del cammino, promuove costantemente il percorso come attività turistica, attraverso supporto economico e finanziamenti mirati.

In particolare, il governo regionale galiziano finanzia ostelli, alberghi, bar, ristoranti e ogni forma di struttura ricettiva per le migliaia di frequentatori. Questo si è tradotto, in termini di arrivi, in quasi mezzo milione di camminatori ogni anno. Un vero e proprio picco di interesse da parte dei viaggiatori italiani è stato generato anche dal film Buen Camino, che nella giornata del 28 dicembre ha fatto registrare un incremento del 600% nelle ricerche online di Google Trends.

L’importanza dei cammini nel turismo italiano

Questi dati aprono la strada a numerose considerazioni e offrono interessanti riflessioni per la crescita. In Italia ci sono più di 200 cammini (religiosi, naturalistici e di trekking) e, seppur non ancora ai livelli della Spagna, anche i cammini italiani riscuotono un crescente successo. Secondo i dati del dossier “Italia, Paese di Cammini” (di Terre di Mezzo, VIII ediz.), nel 2024 quasi 200.000 persone hanno scelto un Cammino come meta per le proprie vacanze, con un aumento del 29% rispetto all’anno precedente (che, a sua volta, aveva segnato un +24,4% sul 2022).

A livello economico, i cammini contribuiscono in maniera consistente all’indotto, e non solo dal punto di vista turistico:

  • il 47% dei camminatori acquista libri e guide prima della partenza;
  • il 40% compra abbigliamento specifico per il cammino;
  • il 39% si procura l’attrezzatura necessaria per affrontare il viaggio;
  • il 34% acquista scarpe apposite per i giorni di marcia.

Inoltre, durante il cammino il 16% dei camminatori spende meno di 30 euro al giorno, il 55% ha una spesa pro-capite tra i 30 e i 50 euro, il 24% spende tra i 50 e i 100 euro e il 3% supera la soglia dei 100 euro al giorno. L’indotto però, non si ferma qui, perchè spesso chi percorre un cammino, all’inizio o alla fine del viaggio si ferma per qualche giorno nella località, spendendo per alloggio, ristoranti e artigianato locale.

Le geografia dei cammini in Italia
Rete dei cammini d'Italia

I cammini in Italia si snodano principalmente lungo l’Appennino, mentre sulle Alpi è più opportuno parlare di trekking. Dal punto di vista della tipologia di cammino, quello religioso è sicuramente preponderante, e il più importante in assoluto è la Via Francigena, che parte da Canterbury e arriva a Roma, passando per 79 tappe, più della metà delle quali in Italia (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana e Lazio). La Via Francigena registra un indotto pari a 25 milioni di euro ogni anno.

Altri cammini rilevanti sono: la Via degli Dei (tra Emilia-Romagna e Toscana), il Cammino di San Benedetto (tra Umbria e Lazio), il Cammino di Santa Barbara (Sardegna), il Cammino materano (tra Basilicata e Puglia), il Cammino dei Briganti (tra Abruzzo e Lazio) e il Cammino Balteo (Valle d’Aosta).

Autore

Ultimi aggiornamenti

-- pubblicità --

In base a quello che hai letto