Turismo family e prudente: le Marche cavalcano l’onda dei viaggi di prossimità

Le Marche puntano tutto sul turismo family e prudente, che ora come ai tempi del Covid, preferisce evitare viaggi troppo lunghi e destinazioni estere, preferendo invece mete più vicine e tranquille: un’opportunità da non perdere.

Le ripercussioni dei conflitti internazionali

Turismo family e prudente

In un momento storico caratterizzato da incertezza geopolitica, prezzi dell’energia che schizzano alle stelle e carburante che scarseggia, la prospettiva di viaggiare e prenotare le vacanze fuori dal territorio italiano intimorisce molti viaggiatori. Questo non vuol dire, però, che non si parta affatto, anzi. Proprio come è accaduto negli anni del Covid-19, gli italiani non rinunciano a partire, ma cambiano destinazioni e modalità, prediligendo le mete considerate sicure e scartando quelle con il maggior appeal internazionale.

Questo si traduce, per gli operatori turistici italiani, in un’opportunità da non perdere per fidelizzare, farsi conoscere e diventare un’alternativa più che valida. Se c’è una cosa che abbiamo imparato dalle recenti festività pasquali, è che di previsioni, allo stato attuale delle cose, non se ne possono fare, e che tutto si giocherà sui last minute.

Attualmente, infatti, l’incertezza è talmente tanta che in pochi si arrischiano a prenotare e a fare programmi a lungo termine, il che lascia un ampio margine di crescita per i mercati italiani, che da ora all’estate possono riempire questo gap con una comunicazione efficace e una proposta che incontri le esigenze degli ospiti sia italiani che internazionali. Quest’ultimo dato, inoltre, fa da base di partenza per un’accoglienza ancora più qualitativa, e che possa far percepire la destinazione Italia come sicura, affidabile e certa.

Turismo family e prudente

Turismo family e prudente

Proprio su qualità, destagionalizzazione e turismo esperienziale puntano le Marche, dove il turismo family e prudente può portare al tutto esaurito nei mesi estivi, e non solo. Sfruttando un momento storico caratterizzato dalla preferenza per mete più vicine e tranquille, l’obiettivo della regione è trasformare il turismo mordi e fuggi in un turismo di ritorno più stabile e duraturo, che allunghi i soggiorni e fidelizzi i clienti sia italiani che stranieri, anticipando i loro bisogni in continua evoluzione.

Creare un’offerta che si adatti alla domanda è essenziale per rispondere alle necessità degli ospiti, che oggi non vogliono più sostare in un unico posto, ma piuttosto esplorare, conoscere e provare in prima persona. Dalle attività all’aria aperta ai workshop, dalle esperienze più avventurose alle tradizioni locali, la ricetta perfetta per gettare le basi per un turismo solido e family-oriented sta nell’autenticità, che alla Regione non manca di certo.

La scommessa delle Marche sull’Open Air

Le Marche hanno registrato, negli anni scorsi, una richiesta crescente soprattutto verso le strutture all’aria aperta con un’impennata sia dal punto di vista degli arrivi che delle presenze soprattutto nel periodo post-Covid. Oggi, grazie a quel boom, le prenotazioni arrivano in anticipo e sono spalmate su periodi più lunghi rispetto alla sola alta stagione, sintomo che il lavoro fatto finora sta dando i suoi frutti, e che questa è la linea giusta da seguire per continuare a far crescere il comparto.

L’appeal della destinazione Marche, proprio grazie alla sua percezione di meta sicura e adatta alle famiglie, potrebbe tradursi in un sold out già dopo la prima metà di giugno, a patto che anche i prezzi restino competitivi rispetto ad altre destinazioni, senza rinunciare alla qualità. Le strutture ricettive marchigiane, infatti, negli ultimi anni hanno riqualificato la loro offerta portandola a livelli di altissima qualità con prezzi vantaggiosi.

Sfide e prospettive: il parere della neoPresidente di FAITA Marche 
Turismo family e prudente

Milva Ricci, neoPresidente di Faita Marche, sottolinea l’importanza del turismo Open Air, rimarcando anche la straordinaria varietà che lo contraddistingue e la necessità di ampliare l’offerta: “Mare, colline, borghi, buon cibo e ospitalità sincera sono il nostro vero patrimonio. Occorre creare motivazioni di viaggio, eventi, servizi e proposte turistiche capaci di attrarre flussi anche nei mesi meno tradizionali. Anche i collegamenti e i servizi giocano un ruolo importante: il turismo funziona meglio dove è facile arrivare e muoversi. Le sfide principali per il prossimo futuro, quindi, sono la promozione e il supporto delle politiche pubbliche.

Da un lato, infatti, serve lavorare su una promozione più efficace e coordinata, raccontando la regione come una meta unica e riconoscibile. Dall’altro, servono sostegni per la riqualificazione delle strutture e il miglioramento delle infrastrutture, entrambi elementi essenziali per la qualità complessiva dell’offerta turistica. Infine, non si deve perdere di vista il tema ambientale: per rimanere competitive sul mercato di oggi, in cui gli ospiti cercano comfort, servizi curati e sostenibilità, è essenziale un’attenzione costante e crescente al risparmio energetico e alla qualità degli spazi. Ultimo ma non ultimo, si deve continuare ad investire sul capitale umano. Come ribadisce la stessa Milva Ricci, “il futuro dell’Open Air è fatto di strutture moderne, accoglienti e ben organizzate, ma sempre con un’anima familiare e umana”.

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