La destagionalizzazione al centro di BTM Italia 2026

Dal 25 al 27 febbraio si è svolta a Bari l’edizione di BTM (Business Tourism Management) Italia 2026. La fiera ha visto la partecipazione di più di 500 espositori e circa 100 buyer internazionali: il focus è stato tutto sulla destagionalizzazione, vera leva per il rilancio dei territori e per lo sviluppo di un turismo più sostenibile.

BTM Italia 2026: obiettivo destagionalizzazione

BTM Italia 2026

Si è appena conclusa la Fiera del turismo BTM Italia 2026, svoltasi a Bari dal 25 al 27 febbraio, con focus su networking, formazione e innovazione. All’inaugurazione dell’evento è intervenuta il Ministro Santanchè, che ha ribadito la necessità di concentrare tutte le energie, gli investimenti e gli sforzi sulla destagionalizzazione, per “superare un modello che concentra tutto in pochi mesi e per costruire un turismo che viva 12 mesi l’anno”.

Proprio la tematica della destagionalizzazione ha rappresentato il focus principale della tre-giorni alla Fiera del Levante, vista come la miglior leva per il rilancio dei territori e per lo sviluppo di un turismo più sostenibile. Questa, infatti, rappresenta una scelta concreta e solida per distribuire i flussi e, di conseguenza, migliorare la qualità dell’offerta turistica italiana, tutelare i territori e garantire una maggiore stabilità occupazionale alle migliaia di lavoratori che operano in questo settore.

La strada per un turismo più sostenibile

BTM Italia 2026

L’Italia non può permettersi oltre un sovraccarico di ospiti ad agosto, e un vuoto a novembre, perchè insostenibile sia per il territorio che per le sue risorse. Per raggiungere quel modello turistico destagionalizzato e più responsabile, la strategia migliore consiste nel promuovere una comunicazione più efficace, soprattutto a livello internazionale.

Al mercato estero, l’Italia deve mostrare le attrattive autunnali, le proposte invernali e i vantaggi dei viaggi primaverili, con meno folle, prezzi più bassi e una qualità nettamente superiore in termini di accoglienza e vivibilità dei luoghi. Servono però, anche infrastrutture in grado di sostenere questo turismo, comunicazioni attive per tutto l’anno e collegamenti efficienti anche in bassa stagione.

Per attirare il pubblico anche lontano dai mesi estivi di boom turistico, serve pianificare eventi sportivi, culturali ed enogastronomici in grado di aumentare l’appeal nei mesi dormienti, e capace di mostrare al mercato internazionale le infinite possibilità legate all’esperienzialità nei periodi considerati meno interessanti. Governo, Regioni, Comuni e operatori devono imparare ad agire in maniera coordinata condivisa.

L’esempio della Puglia

Come ha spiegato il Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, “la destagionalizzazione non è una parola nuova, ma un lavoro che stiamo portando avanti da anni”. A questo proposito, è importante sottolineare come i numeri delle presenze nei mesi cosiddetti di spalla, in Puglia, dimostrano che la strada è quella giusta. Anche secondo lui, la vera sfida consiste nel distribuire meglio i flussi, decongestionare le aree più sotto pressione e valorizzare anche i territori meno conosciuti. Alla destagionalizzazione, quindi, vanno affiancate anche la delocalizzazione e la sostenibilità turistica, poichè il turismo può sì essere una straordinaria opportunità di crescita per i territori, ma a patto che sia anche equilibrato e rispettoso delle comunità locali.

Faita Federcamping alla BTM Italia 2026
BTM Italia 2026

Alla Fiera del Levante è stata presente anche Faita Federcamping, con il convegno “Open Air – Risorsa per il Mezzogiorno. Qualità, sostenibilità e innovazione per il turismo”. Il comparto del turismo all’aria aperta, in qualità di attore sempre più importante nel panorama turistico italiano, ha portato a BTM Italia 2026 un momento di confronto incentrato sulla qualità dell’accoglienza Open Air, sulla necessità di mantenere la sostenibilità turistica e sul bisogno di integrare l’innovazione nel settore turistico per garantirne lo sviluppo.

Uno dei temi principali del convegno ha riguardato le ultime semplificazioni normative, e ampio spazio ha avuto anche la presentazione del progetto Open Air Hub, che punta ad incrementare l’efficienza e la produttività delle imprese all’aria aperta grazie all’intelligenza artificiale. L’Open Air, che nel Mezzogiorno si contraddistingue per gli enormi passi avanti degli ultimi anni, mostra la costante evoluzione del comparto sia sul piano dell’innovazione e della gestione che su quello dell’offerta.

Soprattutto nel Sud Italia, infatti, l’Open Air è diventato una leva strategica in grado di portare competitività sul mercato sia nazionale che estero, e di migliorare la qualità dell’offerta per gli ospiti, che qui trovano esperienze autentiche, sostenibilità ambientale e innovazione. Continuare ad investire in questo comparto vuol dire migliorare l’impatto positivo del turismo sulle comunità, sull’economia e sui territori.

Autore
  • Erika Fameli

    Romana, appassionata di viaggi e di scrittura, da diversi anni ha trasformato le sue passioni in un lavoro. Ex Executive Assistant di Faita Federcamping, ha lavorato come Social Media Manager e oggi collabora come copywriter freelance con riviste online tourism-oriented e non solo.

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