Agriumbria, il settore primario e le sue tante economie: riverbero e opportunità per l’Open Air

Agriumbria, la Fiera del settore primario e delle sue tante economie, si è svolta dal 27 al 29 marzo presso l’Umbria Fiere di Bastia Umbra. Nella tre giorni numerose istanze e prospettive per il settore, che grazie al suo legame strettissimo con la natura e il territorio, costituiscono interessanti opportunità anche per l’Open Air.

Il settore primario in Italia

Agriumbria

Si tratta di un settore che, per sua stessa natura, ne abbraccia molti altri ed è strettamente connesso alle filiere, alla sostenibilità, alla meccanizzazione e all’innovazione, al Made in Italy ed export, alla tutela della biodiversità, dei territori e del reddito e, ultimo ma non ultimo, al turismo. Va molto al di là dell’agricoltura nel senso stretto del termine, anche se da lì nasce e trova la sua principale fonte di energia.

Con la globalizzazione, i social, i programmi TV dedicati al settore alimentare, l’interesse del pubblico nei confronti di cosa si porta in tavola è cresciuto enormemente e non riguarda solamente l’ambito culinario, ma anche quello ambientale, nutrizionale e territoriale. Di questo e molto altro si è parlato alla Fiera dedicata al settore primario e alle sue tante economie: Agriumbria.

Agriumbria

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Dal 27 al 29 si è svolta presso l’Umbria Fiere di Bastia Umbria la tre giorni Agriumbria, un evento con un programma ricchissimo di appuntamenti, convegni e presentazioni. Alla fiera hanno partecipato più di 450 espositori, ognuno con i propri prodotti, le proprie iniziative e i propri servizi, per confrontarsi, approfondire e incontrare gli operatori del settore primario e non solo. Agriumbria è stata l’occasione per riflettere sui grandi cambiamenti che stanno interessando il sistema agroalimentare, dallo scenario globale della sicurezza alimentare alle prospettive che si aprono con le nuove politiche agricole sia europee che regionali, per finire con le nuove traiettorie di innovazione dei sistemi del cibo.

Alla fiera sono intervenute istituzioni, associazioni di categoria e ospiti di rilievo internazionale e nazionale, che hanno messo in campo know how e intavolato dibattiti costruttivi con l’obiettivo di riflettere sulle sfide che attendono l’agricoltura nei prossimi anni, tra innovazione, cooperazione e nuove tecnologie. L’evento ha avuto una grande risonanza nel settore, e sono state numerose le iniziative e i talk show, i convegni e le dimostrazioni.

Uno spazio importante ha avuto anche la connessione del settore agricolo con altre economie, tra cui il commercio, l’artigianato e il turismo. L’aggregazione, la creazione di una rete e la nascita di sinergie trasversali hanno infatti permesso di rafforzare la competitività di tutti i partecipanti, favorendo processi di innovazione e crescita.

L’influenza sull’Open Air

Agriumbria

In particolare, alla Fiera era presente un’area Campagna Amica e Terranostra dedicata all’ospitalità rurale, al turismo e alle eccellenze umbre, come l’olio extravergine d’oliva, vero e proprio simbolo regionale. Questa è la dimostrazione che i settori incontrano prospettive, prosperità e crescita solamente quando si aprono a sinergie e collaborazioni.

Al mondo dell’agroalimentare, infatti, il turismo è strettamente connesso, e l’Open Air in particolare. L’enogastronomia rappresenta uno dei cardini dell’attrattiva italiana, e la valorizzazione dei prodotti locali, delle materie prime e delle tradizioni passa anche per lo sviluppo e la crescita del settore primario. Allo stesso modo, il settore primario giova della risonanza globale data dal mondo turistico, e i due pilastri insieme possono dare vita ad un modello turistico di nuova generazione in grado di portare valore sui territori e al contempo raccontarli nella loro autenticità.

Le filiere, la corretta alimentazione, la tutela del made in Italy e delle tradizioni locali sono punti cardini non solo del settore agroalimentare, ma anche di quello turistico moderno, in cui l’Open Air trova una delle sue massime espressioni. Gli ospiti delle strutture all’aperto, infatti, amano essere coinvolti dal territorio, partecipare, assaggiare e fare esperienze. Dai prodotti a km 0 che arrivano sulle tavole delle strutture ricettive ai laboratori, workshop ed attività partecipative che si possono offrire agli ospiti, le modalità di fruizione del territorio in modo responsabile e sostenibile sono molteplici. Se alcune sono state già esplorate, molte altre restano ancora da scoprire, e incontri come quello di Agriumbria rappresentano le occasioni migliori per far nascere nuove idee, progetti e sinergie che, sviluppandosi, possono giovare ampiamente tutti gli attori che vi prendono parte.

Autore
  • Erika Fameli

    Romana, appassionata di viaggi e di scrittura, da diversi anni ha trasformato le sue passioni in un lavoro. Ex Executive Assistant di Faita Federcamping, ha lavorato come Social Media Manager e oggi collabora come copywriter freelance con riviste online tourism-oriented e non solo.

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