Istituzioni, ricerca e imprese si sono confrontate ieri al Campus Vannucci tra natura, accoglienza, accessibilità e progettazione al centro del nuovo approccio dell’ospitalità all’aria aperta
Con il contributo delle istituzioni, del mondo accademico e delle imprese, il convegno ospitato al Campus dei Vivai Vannucci di Pistoia ha affrontato la tematica del verde n quale asset fondamentale che incide sulla qualità dell’accoglienza, sulla sostenibilità delle strutture e sulla percezione del benessere da parte degli ospiti.

I saluti di Claudio Galassi, Presidente di FAITA Toscana, del senatore Patrizio La Pietra, sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, e di Alessandro Sabella, assessore al Turismo del Comune di Pistoia, hanno confermato la rilevanza del tema non solo per gli operatori del settore, ma anche a livello istituzionale e territoriale.
Il convegno, ospitato da Vannino Vannucci presso il Campus di Vannucci Piante, ha rappresentato un momento di confronto concreto sul nuovo approccio culturale dell’ospitalità all’aria aperta. Un approccio in cui la natura non viene più considerata semplice sfondo ma parte integrante dell’identità e del valore della struttura ricettiva.

Subito dopo gli interventi istituzionali, Marco Sperapani, direttore generale di FAITA Federcamping, ha offerto una prima chiave di lettura del tema al centro della giornata, riportando il confronto sul significato più profondo che il verde assume oggi nell’esperienza Open Air.
Il suo intervento ha evidenziato come, nelle strutture ricettive all’aria aperta, la componente naturale non possa più essere considerata un semplice elemento di scenario, ma rappresenti una parte imprescinfibile dell’identità dell’offerta e della qualità percepita dagli ospiti.
In questo quadro, il rapporto tra natura, benessere e accoglienza si conferma sempre più decisivo anche alla luce dei cambiamenti intervenuti negli ultimi anni, che hanno rafforzato l’attenzione verso ambienti autentici, contesti di qualità e forme di soggiorno capaci di rispondere a nuove sensibilità e nuove aspettative.
Da qui il filo conduttore dell’intera giornata: il verde come fattore capace di tenere insieme accoglienza, benessere, progettazione, sicurezza e accessibilità.
Uno dei contributi più rilevanti è arrivato dal professor Filippo Buccarelli, di Poiein Lab, che ha presentato i risultati della ricerca Il Raggio Verde, dedicata al benessere e alla percezione ambientale. Tra i dati emersi, spicca un elemento particolarmente indicativo: circa l’80% degli intervistati considera gli aspetti naturalistici importanti o fondamentali nella scelta della vacanza. Non solo. Alla modalità open air vengono associati in modo netto valori come libertà, contatto con la natura e sostenibilità. Un segnale chiaro, che rafforza ulteriormente il posizionamento del settore. Sul piano tecnico e gestionale, il professor Francesco Ferrini dell’Università degli Studi di Firenze ha affrontato il tema della sicurezza del contesto vegetale, della manutenzione del suolo e del calcolo del rischio. Un passaggio importante, perché richiama l’attenzione su un punto spesso sottovalutato: il valore del verde si costruisce anche attraverso competenze, cura e gestione consapevole del patrimonio vegetale.
Accanto a questa dimensione, il convegno ha messo in evidenza anche il ruolo della progettazione. Con l’architetto Stefano Mengoli, di Atelier Mengoli, si è parlato di identità verde della struttura ricettiva, degli elementi da considerare in fase progettuale e dei criteri utili a scegliere le soluzioni più adatte. Il verde, in questa prospettiva, non è decorazione, ma linguaggio progettuale, coerenza visiva e parte dell’esperienza complessiva dell’ospite.

Altro tema centrale è stato quello dell’ospitalità universale. Roberto Vitali, CEO di Village for All, ha indicato la natura come una risorsa inclusiva, ribadendo un concetto essenziale: non sono le disabilità ad andare in vacanza, ma le persone. Un principio che riporta il tema dell’accessibilità dentro una visione più ampia della qualità dell’accoglienza, capace di tenere conto delle diverse esigenze di fruizione degli spazi e dei servizi.
Nella seconda parte del confronto, Sergio Redaelli, amministratore delegato di Crippaconcept, ha richiamato l’attenzione sul rapporto tra strutture abitative e contesto naturale, sottolineando come la mobile home non possa essere concepita come un elemento estraneo all’ambiente in cui viene inserita. Al contrario, deve dialogare con il paesaggio e integrarsi con esso in modo coerente, contribuendo alla qualità complessiva del progetto ricettivo.
A chiudere idealmente la giornata è stato anche il collegamento da remoto del Presidente Alberto Granzotto, che ha ribadito l’impegno di FAITA Federcamping nel portare avanti il tema della sostenibilità e nel riconoscere il patrimonio vegetale come elemento fondamentale della filosofia open air.
Il convegno di Pistoia lascia quindi un’indicazione precisa per tutto il comparto: il futuro dell’ospitalità all’aria aperta passa anche dalla capacità di leggere il verde non solo come valore ambientale, ma come leva strategica di posizionamento, qualità e visione imprenditoriale.




