Si è tenuto il 16 aprile al Roma Capitol Camping Village il convegno “Lazio Open Air: sviluppo, innovazione e nuove prospettive tra mercato in evoluzione e riforme normative”, promosso da FAITA Lazio. Una giornata di confronto che ha riunito rappresentanti istituzionali, operatori, professionisti e mondo della formazione per riflettere sul futuro del turismo all’aria aperta nella regione, tra destagionalizzazione, qualità dell’offerta, semplificazioni normative e nuove strategie di sistema.
Dalla stagionalità a un nuovo modello di offerta

Tra i temi emersi con maggiore forza c’è l’evoluzione stessa del turismo Open Air. Non più soltanto una modalità ricettiva, ma un modello di ospitalità che integra natura, sport, servizi, territorio ed esperienze. Nel Lazio la crescita del comparto è in linea con il dato nazionale, ma resta ancora fortemente concentrata nei mesi estivi. Per questo la destagionalizzazione è stata indicata come una delle priorità strategiche dei prossimi anni. L’obiettivo, secondo le parole del Presidente FAITA Lazio, Ubaldo Fusco, è ampliare la stagione e distribuire meglio i flussi, valorizzando non solo le grandi polarità urbane, ma anche cammini, borghi, laghi, costa e aree interne. In questo quadro Roma continua a rappresentare un hub fondamentale, mentre il resto del territorio è chiamato a presentarsi come destinazione integrata, capace di costruire relazioni tra strutture, territori e servizi.
Domanda più frammentata, ospite più evoluto
L’intervento del “padrone di casa” Luca Neboli, responsabile marketing e commerciale del Gruppo Baia Holiday, ha messo in evidenza anche il cambiamento della domanda. Si riducono i soggiorni lunghi e cresce una clientela più segmentata, con permanenze più brevi ed esigenze differenti. Accanto alla tradizionale vacanza familiare, emergono nuovi profili: ospiti provenienti dall’hotellerie di fascia alta, che ricercano nel turismo open air libertà, spazio e tempo, ma con standard elevati di servizio; famiglie con aspettative più articolate; lavoratori ibridi, che richiedono connettività e spazi adeguati per conciliare soggiorno e attività professionale.
Allo stesso tempo evolve anche l’offerta: dalle tende e roulotte si passa a una presenza sempre più marcata di mobile home e glamping, soluzioni che elevano gli standard ricettivi e ampliano la capacità competitiva delle strutture.

Costi, personale e sostenibilità: le sfide più urgenti
Tra le criticità affrontate nel corso della giornata, grande attenzione è stata dedicata alla pressione dei costi energetici, alla difficoltà di reperimento del personale e al tema della sostenibilità, intesa in senso ampio: ambientale, economica, occupazionale e inclusiva.
Sul fronte del lavoro, la qualità dell’accoglienza è stata indicata come un fattore decisivo. La tecnologia da sola non basta: la differenza continua a farla la componente umana, la capacità relazionale e la preparazione dello staff. Da qui il rilievo attribuito ai percorsi di formazione con scuole, ITS, Ente Bilaterale del Turismo del Lazio e altre realtà in grado di supportare le imprese sia nella ricerca di figure professionali sia nell’aggiornamento delle competenze.
Normativa e semplificazione come leva competitiva
Uno dei nuclei centrali del convegno ha riguardato il quadro normativo messo in luce del Direttore Generale FAITA Marco Sperapani. È emerso con chiarezza quanto il tema delle regole incida sulla competitività del comparto. Per avviare una struttura servono oggi oltre cento provvedimenti multilivello, tra competenze nazionali, regionali e locali. In questo contesto, la semplificazione viene letta non come una richiesta assistenziale, ma come una condizione necessaria per consentire alle imprese di investire e programmare.
Ampio spazio è stato dedicato al tema delle mobile home, con particolare attenzione alla prospettiva di liberalizzazione e alle semplificazioni in materia installativa. Il confronto con ministeri e istituzioni è stato descritto come un passaggio decisivo per rendere il comparto più competitivo anche rispetto ai principali Paesi concorrenti, come Croazia, Spagna e Francia, che già da tempo operano con quadri regolatori più evoluti.

Il progetto “Lazio Open Air”
Tra gli elementi innovativi emersi c’è il progetto “Lazio Open Air”, presentato come modello di rete integrato e scalabile, pensato per valorizzare il comparto a livello regionale attraverso governance condivisa, innovazione, formazione continua, ESG, identità visiva comune e strumenti di promozione coordinata.
Formazione, welfare e nuove esperienze
Un altro asse di lavoro delineato nel convegno riguarda la costruzione di un ecosistema più forte sul piano delle persone. L’Ente Bilaterale, insieme agli istituti formativi e agli ITS, punta a rafforzare i percorsi su sicurezza, revenue, accoglienza internazionale, gestione del personale e normativa. L’obiettivo è duplice: qualificare il capitale umano e rendere più attrattivo il comparto anche come luogo di lavoro.
Il tema delle risorse umane è stato affrontato non solo dal punto di vista della formazione ma anche dal punto di vista di welfare aziendale, in termini di strumenti utili a rafforzare attrattività e fidelizzazione del personale. In questo quadro, il contributo di Edenred ha riportato l’attenzione su un punto sempre più centrale per le imprese del turismo open air: il welfare aziendale non come beneficio accessorio, ma come leva concreta di gestione.

Mobile home come modello di ospitalità sostenibile
In un contesto tanto ampio quanto approfondito, non poteva mancare l’analisi di un elemento intrinseco della filosofia Open Air: la sostenibilità.
Il tema è stato affrontato da Sergio Redaelli AD di CrippaConcept in termini di sostenibilità applicata alle mobile home Lo speaker ha mostrato come questi moduli non devono più essere considerati semplici soluzioni ricettive
A dimostrarlo è anche l’esperienza del villaggio olimpico e paralimpico di Cortina, richiamata come esempio concreto di come il comparto Open Air disponga di tecnologie e soluzioni in grado di rispondere anche a contesti complessi e temporanei, mantenendo elevati standard di comfort, rapidità di installazione e attenzione alla sostenibilità.
Il contributo della Regione Lazio

Dalla giornata romana è emerso un messaggio preciso e lo ha sottolineato Paolo Giuntarelli, Direttore della Direzione regionale affari della Presidenza, turismo, cinema, audiovisivo, sport per la Regione Lazio : l’open air laziale ha potenzialità importanti, ma per consolidare la propria crescita ha bisogno di una regia capace di tenere insieme territorio, formazione, dati, innovazione, semplificazione e promozione. Identificando in questa regia il ruolo strategico della Regione Lazio e l’apporto che ha confermato essere disposto a dare per promuovere il territorio del Lazio grazie al ruolo strategico dell’Open Air.




