Il convegno “Il futuro dei centri storici – dall’overtourism alla residenzialità”, organizzato dall’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia apre il dibattito sulla governance delle destinazioni turistiche tra opportunità di crescita e criticità nella gestione dei flussi.
Il futuro dei centri storici

Lo scorso 22 gennaio si è svolto a Roma, alla Casa dell’Architettura, il convegno “Il futuro dei centri storici – dall’overtourism alla residenzialità”. Promosso dall’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia, l’evento è stata l’occasione per aprire il dialogo tra istituzioni, professionisti e rappresentanze territoriali per guardare al futuro delle città d’arte e dei borghi alla ricerca di soluzioni strategiche tra grandi flussi e residenzialità.
I fattori da considerare, nella ricerca dell’equilibrio, sono da un lato la memoria e l’identità storica degli spazi urbani, e dall’altra la qualità della vita, l’abitabilità e la tutela del bene comune, da valorizzare per portare beneficio sia ai residenti che ai visitatori di passaggio. I centri storici, infatti, che si tratti di città d’arte o piccoli borghi, rappresentano un patrimonio urbano, sociale e culturale di valore inestimabile, che però viene messo a rischio dal turismo di massa, dalla perdita della residenzialità e dal calo dei servizi di prossimità.
Il caso di Roma

L’overtourism è uno degli argomenti più caldi dell’era moderna. Esistono realtà in cui lo stesso problema è stato affrontato con un approccio diverso, dando risultati differenti da quelli che si possono riscontrare a Roma dove gli abitanti lasciano il centro storico per motivi economici, per la rarefazione dei servizi necessari alla vita quotidiana, e perchè stufi della pressione turistica che impedisce una qualità abitativa di livello.
Oggi per le vie di Roma si notano molti più esercizi commerciali prettamente dedicati ai turisti, mentre stanno diminuendo le botteghe artigiane e le attività storiche, su cui la città stessa ha fondato la sua immagine. Situazioni simili si riscontrano anche in altre città europee, come Barcellona, Parigi o Berlino, dove però le scelte legislative sono state in grado di dare una risposta concreta, che sta permettendo di invertire la rotta e riportare i residenti nei centri storici, senza dover necessariamente rinunciare ai turisti.
Una realtà orientata esclusivamente al turismo di massa, infatti, snatura completamente le città, rendendole meno attrattive per i turisti stessi, andando a creando un danno sia d’immagine che economico ingente. Serve, secondo l’OAR, un quadro normativo rinnovato e una politica culturale capace di valorizzare le potenzialità dei centri storici, rendendoli più vivibili e inclusivi.
Overtourism e residenzialità in Italia

Tra i rischi dell’overtourism incontrollato c’è anche la trasformazione di interi quartieri in b&b location. Confrontando la situazione romana con quella di altre realtà in Italia, emerge che la problematica di fondo è la stessa, ma che localmente il turismo di massa può creare problemi diversificati, per cui servono soluzioni diversificate: a Napoli c’è bisogno di diversificare il turismo e raccontare una città che va oltre il centro storico, mentre a Firenze serve riequilibrare accoglienza e funzione abitativa. A Roma come altrove il settore turistico rappresenta un pilastro fondamentale per lo sviluppo economico della città, purchè conviva con il diritto all’abitare, la residenzialità e la vivibilità del centro storico.
Delocalizzazione e nuova offerta
La soluzione migliore ed a relativa portata di mano per gestire i flussi turistici, in attesa di aggiornamenti normativi e di un quadro più equilibrato dal punto di vista dell’approccio politico, si trova nella differenziazione dell’offerta. Roma è una città immensa e ricca di storia, architettura e arte, che non si limita al centro storico. Creare e proporre nuovi itinerari e percorsi per far scoprire anche la Roma meno conosciuta può essere la chiave per delocalizzare quei flussi che stanno facendo collassare il centro storico, e per portare valore in quei quartieri ancora poco battuti dai turisti.
Inoltre, è necessario investire nella promozione, che porti un’immagine di Roma diversa da quella a cui il mercato si è abituato, e che parli di una città in continuo divenire, in costante crescita e in continua evoluzione, in cui non si trovano solamente i monumenti più famosi, ma anche chicche particolari e nascoste altrettanto belle. Roma, così come molte altre città d’arte italiane, ma come anche i piccoli borghi e le realtà più piccole, ha un patrimonio che deve ancora essere scoperto dal turista medio, e che rappresenta il traino giusto per creare la base necessaria ad un turismo più sostenibile, sia dal punto di vista ambientale che urbano e sociale.




