Roma e il Giubileo 2025, tra presenze in aumento e gentrificazione

Il rapporto tra Roma e il Giubileo 2025 si è dimostrato piuttosto complicato e non sempre roseo. Partendo dal cambio del Pontefice e passando per fenomeni di gentrificazione, l’Anno Santo ha rappresentato per la Città Eterna un’incredibile opportunità a livello turistico. Se per certi versi quest’occasione è stata colta, per altri i margini di miglioramento sono ancora considerevoli. In questo panorama così complesso, l’Open Air si distingue per meriti.

Roma e il Giubileo 2025

Roma e il Giubileo 2025
Victor Emmanuel II Monument located in the ancient center of Rome at sunset, Italy

Il Giubileo 2025 è un evento per cui la città di Roma si è preparata per un lunghissimo periodo, rimettendo a nuovo le strade e avviando cantieri in numerosi siti di interesse storico, culturale e religioso. Per l’Anno Santo l’affluenza prevista era talmente importante da richiedere la mobilitazione delle istituzioni e degli operatori del turismo, e nonostante una partenza timida, il boom atteso non si è negato alla Capitale. 

In occasione del IV rapporto alla città, infatti, il Sindaco Roberto Gualtieri ha annunciato i risultati raggiunti finora grazie al Giubileo 2025: arrivi +5% sul 2024; 55 milioni di presenze rispetto ai 51 milioni dello scorso anno; 23,5 milioni di arrivi rispetto ai 22,2 milioni del 2024; 6,3% in più di incassi derivanti dalla tassa di soggiorno pari a 310 milioni di euro rispetto ai 292 milioni dello scorso anno.

Quanto ricavato dal contributo di soggiorno, verrà utilizzato da Roma Capitale per migliorare l’offerta turistica e per implementare i servizi e gli interventi sul territorio. Ad incrementare ulteriormente i flussi a Roma è stato il decesso di Papa Francesco, seguito dall’intronizzazione di Papa Leone XIV, ma non solo. Grande impatto lo ha avuto anche il Giubileo dei giovani, che ha visto arrivare nella Capitale più di un milione di pellegrini provenienti da tutto il mondo.

Overturism e gentrificazione

Conseguenza diretta dell’incremento dei flussi è stato il fenomeno dell’overtourism. La Città Eterna ha infatti dovuto fare i conti con un numero elevatissimo di pellegrini in aggiunta ai turisti che  normalmente la affollano. Questo ha provocato disagi, soprattutto dal punto di vista della viabilità e della vivibilità del centro storico e dei quartieri nelle immediate vicinanze dei luoghi di maggior interesse religioso. L’iperturismo ha portato alla chiusura di attività artigianali storiche, e alla proliferazione di fast food, negozi di souvenir e affini, il che rappresenta una minaccia serissima perchè ne svilisce e diminuisce l’identità in favore di una massificazione del prodotto turistico.Per evitare questa deriva è necessario preservare e valorizzare quelle attività che invece custodiscono il genius loci e tramandano tradizioni e saperi antichissimi.

La questione dell’extralberghiero

Roma e il Giubileo 2025
Cityscape of the Rome ancient centre, Italy. Colosseum and ancient excavations, greenery

Parallelamente, la questione dell’extralberghiero ha rappresentato una tematica sempre in primo piano. In vista dell’enorme flusso previsto per l’Anno Santo, infatti, a Roma hanno iniziato a moltiplicarsi le attività di ricettività turistica, imprenditoriali e non, come B&B e affitti brevi. Il fenomeno è dilagato a tal punto da superare la domanda, e da tramutarsi in un rischio per la salvaguardia della vivibilità dei quartieri centrali. La desertificazione commerciale che ha seguito l’apertura di queste numerosissime attività, infatti, preoccupa sia le istituzioni che i residenti preoccupati per l’autenticità e la tranquillità dei rioni a maggiore vocazione turistica.

In questo scenario, il comparto dell’Open Air rappresenta un’alternativa agli alberghi e agli hotel e, a differenza delle altre soluzioni extralberghiere, non intacca l’autenticità dei luoghi e non alimenta la desertificazione ma anzi, costituisce un elemento di allentamento della pressione sulle zone più centrali della città. Inoltre, il turismo outdoor incontra, anche in una città come Roma, l’etica e i valori degli ospiti attenti alla sostenibilità turistica e alla conservazione dell’autenticità e delle tradizioni locali.

Grazie al contributo dell’Open Air, caratterizzato da strutture ricettive di grandi dimensioni e in grado di ospitare un elevato numero di clienti in qualsiasi periodo dell’anno, le zone centrali possono alleggerirsi considerevolmente e si può spostare la concentrazione degli ospiti verso aree più periferiche ma ugualmente raggiungibili con i mezzi di trasporto. Questi ultimi rappresentano una sfida continua per una città come Roma, e proprio grazie allo sviluppo della rete di trasporto pubblico si può pensare di riuscire nell’obiettivo di decentramento dei flussi per restituire il centro storico ai residenti, alla tradizione ed al suo fascino.

Autore
  • Erika Fameli

    Romana, appassionata di viaggi e di scrittura, da diversi anni ha trasformato le sue passioni in un lavoro. Ex Executive Assistant di Faita Federcamping, ha lavorato come Social Media Manager e oggi collabora come copywriter freelance con riviste online tourism-oriented e non solo.

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