Intelligenza artificiale nel turismo: prevista una crescita del 26% in 5 anni

La presenza dell’intelligenza artificiale nel turismo diventa di giorno in giorno più preponderante e costante. Stando ad un recente studio dell’istituto americano Grand View Research, nei prossimi 5 anni è prevista una crescita del 26%, e i campi in cui l’IA apporterà gli sviluppi maggiori riguarderanno il monitoraggio dei flussi turistici, la mobilità e la sicurezza.

Intelligenza artificiale nel turismo

L’intelligenza artificiale è entrata a far parte della vita quotidiana di chiunque, e più passa il tempo più questo strumento viene utilizzato. Il turismo non fa eccezione, e anzi sembra trarre un enorme beneficio dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale. L’uso dell’IA, inoltre, è un argomento centrale nel dibattito internazionale, tanto che ha rappresentato il tema principale durante l’ultimo incontro del Comitato Turismo dell’OCSE, tenutosi a Parigi ad aprile. Anche al G7 dello scorso novembre l’intelligenza artificiale aveva tenuto banco, e sempre più le istituzioni e gli operatori considerano questo strumento di cruciale rilevanza per lo sviluppo dell’economia e del turismo. Secondo la piattaforma Worldometer, l’83% dei grandi operatori di viaggi ritiene che l’IA sia essenziale per l’innovazione e la personalizzazione. Un altro dato significativo riguarda la soddisfazione dei clienti, che aumenta del 20% quando si utilizzano strumenti di IA nella realizzazione dei loro viaggi. Dal lato delle aziende, le evidenze di risparmio delle compagnie aeree che nel 2024 hanno sfruttato le funzionalità dell’intelligenza artificiale, si evince che questo strumento è in grado anche di garantire un enorme taglio dei costi. Grazie all’IA, applicata alla programmazione dei voli e alla manutenzione predittiva, le compagnie aeree hanno risparmiato circa 265 miliardi di dollari a livello globale.

Il mercato globale

Nel 2024 i livelli del mercato dell’intelligenza artificiale hanno toccato i 3,373 miliardi di dollari e, secondo le stime del Grand View Research, sono destinati ad aumentare del 26% nei prossimi 5 anni. Gli investimenti maggiori riguardano la personalizzazione dell’esperienza di viaggio e i suggerimenti che analizzano i dati in tempo reale. In poche parole, il mondo del turismo a livello globale sta puntando sempre di più sul tailor made. In questo modo, sia le istituzioni che i singoli operatori possono proporre ai viaggiatori itinerari realizzati ad hoc in base alle loro preferenze, ma anche esperienze esclusive e personalizzate, così come consigli su dove andare e in che momento, in base alle presenze registrate in tempo reale. Un esempio di questo è l’assistente virtuale Sukjai, realizzata nel 2024 dall’autorità del turismo thailandese, che guida i visitatori nei luoghi meno conosciuti, più famosi o più autentici in base alle loro richieste, fornendo informazioni sempre aggiornate e affidabili sui mezzi di trasporto, la logistica e le usanze locali. Ad aver investito di più sull’IA è il Nord America, con una quota del 38,7% a livello globale. I segmenti di maggior interesse hanno riguardato, nel 2024, la traduzione simultanea in più lingue e la creazione di servizi ed esperienze di viaggio personalizzate. Negli aeroporti, inoltre, si sta iniziando ad usare l’IA per i controlli di sicurezza, per il riconoscimento facciale e in generale per velocizzare e snellire le procedure di imbarco e sbarco sia per i passeggeri che per i bagagli.

Lo sviluppo dell’IA in Europa

A livello europeo, le grandi destinazioni come Francia, Spagna e Italia stanno iniziando ad utilizzare l’intelligenza artificiale, sfruttandola negli snodi aeroportuali, nella gestione dei mezzi di trasporto internazionali e nelle prenotazioni turistiche. Molto resta ancora da sviluppare, però, in quanto i livelli sia di investimento che di applicazione dell’IA al turismo che si registrano in Nord America, ma anche in Asia, sono ancora parecchio lontani da quelli dell’Europa, dove per ora, l’utilizzo si concentra su traduzioni, gestione della sostenibilità turistica e creazione di viaggi personalizzati, senza però sfruttarne appieno le potenzialità. 

L’IA in Italia

In Italia questo strumento non è ancora entrato nell’utilizzo standard. Secondo un recente studio dell’Osservatorio Travel Innovation del Politecnico di Milano, solo 6 agenzie di viaggio su 10 adottano l’intelligenza artificiale e solo il 29% ha avviato delle sperimentazioni. Per quanto riguarda le strutture ricettive, le notizie sono decisamente sconfortanti. Infatti, solo 1 su 100 sfrutta appieno le potenzialità dell’intelligenza artificiale.

Autore
  • Erika Fameli

    Romana, appassionata di viaggi e di scrittura, da diversi anni ha trasformato le sue passioni in un lavoro. Ex Executive Assistant di Faita Federcamping, ha lavorato come Social Media Manager e oggi collabora come copywriter freelance con riviste online tourism-oriented e non solo.

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