Il viaggio del futuro è a distanza? Pro e contro del turismo virtuale

Quali saranno le caratteristiche del viaggio del futuro? Nell’era dell’Intelligenza artificiale, dei travel influencers e dei social network, c’è già chi parla di aprire le porte ad un turismo virtuale. Viaggiare attraverso uno schermo può sembrare l’annullamento del viaggio stesso, ma è poi tanto diverso dai libri di viaggio dei secoli passati? Rappresenta davvero il male assoluto? 

Il turismo virtuale

Il turismo virtuale, per definizione, non prevede lo spostamento fisico dei viaggiatori. Grazie alle nuove tecnologie infatti, si può viaggiare restando comodamente a casa propria,  visitando tutti i posti più belli del mondo rimanendo seduti sul divano. Di turismo virtuale si inizia a parlare già da un pò, e lo si fa in termini tutt’altro che negativi.

Questa nuova modalità, possibile grazie allo sviluppo di nuove tecnologie, e che non vuole assolutamente sostituire il turismo classico, ma piuttosto affiancarlo e potenziarlo, può aprire una destinazione ad una fascia molto più ampia di utenti. I viaggiatori che potranno vedere Piazza San Marco a Venezia, la Fontana di Trevi a Roma e il Duomo di Milano, aumenteranno esponenzialmente. 

Pro e contro del turismo virtuale

I contro di questo tipo di turismo, sono sotto gli occhi di tutti, e sono capeggiati dal fatto che un viaggio virtuale non può sostituire il viaggio reale. L’esperienza, l’emozione, la tattilità del viaggio verrebbero meno senza un reale spostamento fisico. Non si potrebbero assaggiare i sapori dei piatti locali, non si potrebbero fare esperienze in prima persona, non si potrebbe ammirare dal vivo un’opera d’arte.

Il turismo virtuale però, non porta con sé solamente aspetti negativi. Potrebbe rappresentare, infatti, la via di accesso ad una destinazione per chi non può permettersi di raggiungerla fisicamente o economicamente. Inoltre, può diventare un ulteriore strumento di promozione delle destinazioni turistiche italiane. 

Applicazioni e spunti di riflessione per l’Open Air

Il turismo virtuale non potrà mai sostituire il viaggio nella sua forma più classica, ma può certamente affiancarlo per ampliare l’offerta turistica di una destinazione, rendendola più accessibile. In questo, le riflessioni sul turismo virtuale che si possono intavolare sono numerose, e di diversa natura, soprattutto per il comparto dell’Open Air.

Si può prendere spunto, infatti, dalle porte aperte attraverso cui il turismo virtuale potrebbe entrare a tutti gli effetti nell’offerta italiana, per potenziare i canali turistici classici. Laddove un nuovo mezzo risponde ad esigenze passate, infatti, si trova un vuoto che nessun mezzo classico ha saputo colmare.

Accessibilità, sostenibilità e opportunità

In primis, si può parlare di accessibilità. Se una persona ha, come unico limite al viaggio, la mobilità fisica, si può rispondere alle sue esigenze attraverso il miglioramento dell’accessibilità delle strutture Open Air, che già allo stato attuale presentano condizioni nettamente migliori rispetto a tanti altri comparti turistici italiani. Una struttura più accessibile è sinonimo di ampliamento del bacino di utenza, e di un’offerta maggiore e più qualitativa, con una concorrenza ancora piuttosto limitata.

Ancora, si può parlare di sostenibilità. I viaggiatori responsabili, che viaggiano solamente se sono sicuri di non impattare negativamente sull’ambiente, attraverso il turismo virtuale non dovrebbero fare i conti con questo aspetto del viaggio. Di conseguenza, per garantire loro la migliore esperienza possibile, e un viaggio nel vero senso del termine, si dovrebbe pensare con una mente più aperta e investire su materiali, processi e iniziative sostenibili.

Quello che di primo acchito potrebbe sembrare un surrogato di scarsa qualità del turismo classico, potrebbe in realtà diventare un booster per il nostro Paese. Non una sostituzione, ma un affiancamento nell’offerta classica, di una versione virtuale, può portare benefici evidenti ad un Paese come il nostro. Infine, le sfide che il turismo virtuale sembra aver vinto, rappresentano un’opportunità di miglioramento per l’intero comparto.

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