Il futuro dei viaggi: prenotazioni online in chiaroscuro

Dal 2019 ad oggi sono cresciute le prenotazioni online non senza qualche dubbio

Il turismo italiano ha visto buoni segnali di ripresa nel 2022, con il ritorno in massa dei turisti stranieri ed una buona movimentazione di quelli italiani. Seppur siamo ancora lontani dai livelli del 2019, la bilancia commerciale segna un surplus dello 0,5% (rispetto all’1% del 2019) in linea con il 2021. A crescere è stata soprattutto la quota di turisti stranieri nel nostro paese con la fine delle restrizioni e l’aumento della percentuale di prenotazioni online. Proprio l’online e le prenotazioni tramite le piattaforme (le cui principali hanno sede fuori dal Belpaese) sono cresciute a dismisura e secondo l’osservatorio innovazione digitale nel turismo del Politecnico di Milano, sono destinate a crescere enormemente nel prossimo futuro, diventando il principale strumento di prenotazione e di viaggio.

Se infatti nel settore dei trasporti, la quota di prenotazioni online è superiore ai 2/3 del totale, per i pernottamenti, si supera di poco il 50%, un dato da non sottovalutare dato che nel 2019 era appena poco sopra il 32%. Non solo, le nuove generazioni preferiscono prenotare tramite le piattaforme di cui fanno un massiccio e massivo uso sia per la comparazione sia per decidere dove e quando andare e così, sono “guidati” maggiormente dal “fattore prezzo” che dalla località o dal periodo di ferie a disposizione.

Le previsioni per il turismo in Italia sono di forte crescita, sia per il 2023 che per il 2024, archiviata infatti l’esperienza dei lockdown, il turismo nel Belpaese è pronto a tornare ai livelli del 2019 seppur con una forte e preponderante presenza delle piattaforme di prenotazione. Ma come impatterà questo sui campeggi e sugli imprenditori? Sappiamo infatti che le grandi piattaforme di prenotazione chiedono una commissione alle strutture che può variare e che, non è indifferente. Inoltre, i loro ricavi vengono fatti in stati con regimi fiscali a loro favorevoli e la quota di tasse pagate in Italia risulta così minima rispetto al fatturato con un danno per la collettività non da poco. Fortunatamente però, la maggior parte delle strutture adesso permette di prenotare tramite i propri siti e portali appositi che hanno sede in Italia e che rappresentano una certezza sia per i turisti che per gli imprenditori. Insomma la digitalizzazione sta avanzando con un elevato tasso di innovazione nel settore e soluzioni innovative, capaci di rompere gli oligopoli esistenti.

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