Turismo Capitale: la ripresa che non ti aspetti

In occasione del trentennale dell’ente bilaterale del turismo presentato un rapporto sullo stato di salute del turismo a Roma

I turisti sono tornati a Roma (e ce ne siamo accorti) anche se non siamo ancora ai livelli del 2019, come certifica il rapporto presentato ieri dall’Università degli studi Roma Tre in occasione del trentennale dell’Ente Bilaterale per il Turismo del Lazio (Ebtl) presso il salone delle tre fontane all’Eur. Ricordiamo che la capitale è la prima città in Italia per presenze turistiche e che nel solo 2022 sono stati 15 milioni gli arrivi e 34 milioni le presenze in città, per una ripresa rispettivamente del 77% e del 74% rispetto al 2019.

Tuttavia nel rapporto “La domanda di lavoro nel settore turismo- confronto pre e post pandemia” elaborato dalla famosa università romana, emerge chiaramente come, a fronte di un ritorno dei turisti ed una ripresa del mercato, il settore del lavoro ed in particolare le assunzioni di lavoratori, non hanno ancora recuperato i livelli del 2019. Il lavoro nel settore del turismo stenta infatti a decollare come certifica la ricerca: sono stati analizzati i periodi del primo semestre del 2022 per il mercato del lavoro nel turismo nel Lazio e a livello nazione rispetto al triennio precedente ed è emerso che in Italia si stenta a tornare ai livelli di contrattualizzazione pre-covid.

Sono infatti un -7,2% i contratti a livello nazionale e un -24,2% nel Lazio rispetto al 2019 seppur si nota una ripresa rispetto ai livelli del 2020 e del 2021. A cambiare però non è soltanto l’aspetto contrattualistico ma come ha sottolineato il Presidente di Ebtl Lazio Tommaso Tanzilli è anche la mentalità: di fatto il settore del turismo si è rivelato essere il più fragile ed il primo a chiudere per la pandemia ed adesso si fa fatica a trovare personale sia perché mancano figure altamente qualificate, sia perché con la pandemia appunto, sono venuti fuori alcuni limiti contrattuali (come il problema degli stagionali o l’assenza di determinate tutele contrattualistiche) tipiche di altri settori ritenuti “più sicuri”. Insomma il settore del turismo può vantare una buona ripresa per l’anno corrente ma deve ancora “riprendersi” per tornare alla piena occupazione.

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